Le isole ecologiche trasformate in discariche. È lo scenario che si presenta sotto gli occhi dei residenti del quartiere Ponte Persica, dove l’isola ecologica finanziata due anni fa con i fondi della Città Metropolitana è stata abbandonata al suo destino e, nel corso del tempo, ha subito anche atti di vandalismo finendo oggi ad essere adoperata esclusivamente per l’abbandono di stracci e sacchi della spazzatura. Un amaro destino, quello delle mini isole ecologiche, che erano state immaginate nel 2020 come uno strumento utile per introdurre la tariffa “puntuale” per la tassa sui rifiuti, calibrandola sulla base delle percentuali della raccolta differenziata in ogni singola micro area: “chi differenzia di più, paga di meno” è il principio su cui si basano le isole ecologiche, dotate di riconoscimento tramite codice fiscale e di
misure in grado di definire come si svolge la differenziata in ogni singolo settore della città nel quale vengono posizionate. L’obiettivo dell’amministrazione, all’epoca, consisteva nell’abituare i cittadini ad un sistema sperimentale, con le prime tre isole posizionate in aree strategiche della periferia, allo scopo di valutare se questo metodo potesse tornare utile anche in vista dell’imminente prossima gara europea dei rifiuti. La mancata attivazione, nonostante i solleciti inoltrati all’epoca dall’assessore Gianpaolo Scafarto, ha prodotto il lento declino delle isole ecologiche e il loro graduale abbandono, lasciandole nella più totale incuria in cui ancora oggi versano nel disinteresse più totale degli uffici competenti. Un’altra sconfitta per una città che fa sempre più fatica a risollevarsi dal baratro.