L’antica iscrizione in latino nelle fonti dell’Acqua Acidula sfregiata durante i lavori per la tutela delle sorgenti. La scrittura incisa nel marmo sopra le storiche fonti in via Duilio, come emerge in una foto diffusa sul gruppo del Comitato Terme di Stabia, è stata parzialmente ricoperta dalla posa di piastrelle nel corso delle attività di cantiere relative alla messa in sicurezza dell’Acqua Acidula e dell’Acqua della Madonna, nelle quali un anno fa erano state rilevate impurità che avevano indotto l’amministrazione ad imporre il temporaneo divieto di mescita. I lavori sono proseguiti per circa sei mesi e hanno consentito di eliminare i fattori di impurità, in particolare la presenza di percentuali di nichel sopra la soglia consentita per l’Acqua della
Madonna. L’installazione di tubazioni in poliuretano ad alta densità (pead) in luogo dei tubi metallici, ormai corrosi dopo decenni di degrado e incuria e ricolmi di fango e sabbia, ha risolto a lungo termine in problema perdurante nel tempo e rilevante per la salute dei tanti che attingono alla fonte. Ma le piastrelle posizionate a copertura dell’antica iscrizione rappresentano un pugno nell’occhio per i cittadini e per gli amanti della storia e delle tradizioni di un territorio sempre più mortificato. Se da un lato va da sé che quella posa sia dipesa da probabili necessità di cantiere e di lavorazione, dall’altro va sottolineata la scarsa cura verso un pezzo di storia della città che avrebbe meritato un trattamento più consono al suo valore storico.