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Castellammare - Lavori di pubblica utilità alla Sint. Ex termali: «Avviso finito nel dimenticatoio. Si indaghi»

Lavoratori sul piede di guerra. Dopo il loro intervento in Regione lo scorso anno furono emanati due avvisi. Quello del Comune in dirittura d'arrivo. Quello Sint fermo al palo.

di Simone Rocco


   Un momento di protesta degli ex termali in un Consiglio Comunale del 2017

Dignità e lavoro per gli ex termali. E’ quello che chiedono proprio i dipendenti della fu Terme di Stabia in una lettera indirizzata ai vertici dell’amministrazione comunale in cui ricordano gli ultimi impegni assunti dalle massime cariche politiche cittadine.

«Nel 2017 andammo in Regione – ricordano - per verificare l'opportunità di percorsi di pubblica utilità da attivare tramite il Comune stabiese. Ottenute le informazioni ed avuta certezza che vi erano fondi per tali percorsi, sollecitammo ed accompagnammo il Sindaco Pannullo in Regione, al fine di concordare quale percorso perseguire. Il risultato fu un Avviso Pubblico a firma del Sindaco, Assessore Politiche Sociali, Dirigente Settore Economico Finanziario, parimenti la Sint emanò un Avviso Pubblico apparentemente simile a quello comunale, per coinvolgere i lavoratori termali. In entrambi i casi, vi furono numerose domande post pubblicazione avviso, domande regolarmente protocollate presso la Casa Comunale da parte anche dei lavoratori termali, che seguirono le indicazioni previsto all'art.5 dell'Avviso Pubblico Sint. Scadenza Avviso Pubblico Comune 06/11/2017, Scadenza Avviso Pubblico Sint 30/10/2017».

Si tratta, in pratica, di lavori retribuiti direttamente dalla regione Campania nell’ambito di progetti socialmente utili. L’avviso pubblicato da Sint prevedeva l’impiego di 65 lavoratori. Allo stesso parteciparono 101 ex termali. Quelli selezionati si sarebbero dovuti occupare di lavori di pubblica utilità nell’ambito delle strutture di proprietà della Sint. L’avviso pubblicato invece dal Comune prevedeva l’impiego di 50 lavoratori. A presentare domanda furono oltre 200 persone. Mentre il bando del comune è giunto a completamento, con la lista dei 50 lavoratori selezionati già inviati in Regione, quella della Sint è invece rimasto fermo al palo.

«La questione a questo punto appare anomala – dicono gli ex termali - e ricca di spunti per una seria indagine politica, amministrativa,

giudiziaria, trattandosi di soldi pubblici, avvisi pubblici, ex lavoratori senza alcun sussidio. Non riusciamo a comprendere a questo punto il perché di questo ulteriore accanimento da parte di Sint circa il bando pubblicato nei confronti dei termali. In particolare – si legge ancora nella loro missiva - l'ex Amministratore Unico, forse, non ha mai digerito la perseveranza dei termali, dimostrando acredine per non meglio specificati motivi e non vorremmo che il risultato di tutto ciò, comporti l'ulteriore beffa in danno ai termali. Infatti, la boccata di ossigeno che noi stessi abbiamo ricercato, paradossalmente porterà potenziali vantaggi solo ad altri soggetti. La cosa appare alquanto squallida a nostro avviso».

In pratica, quello che gli ex termali temono è che il percorso da loro avviato si concluda ora con l’impiego di personale che con la vertenza terme non c’entra niente. Questo soprattutto in vista dell’imminente apertura della antiche terme nel corso del mese di settembre per i 4 eventi annunciati proprio ieri dall’amministrazione comunale. Per questo chiedono al sindaco Gaetano Cimmino, alla sua giunta ed al presidente del consiglio Vincenzo Ungaro «pari dignità, pari opportunità. Non saremo certamente silenti, anzi verificheremo nei fatti e nel breve quanto porrete in essere. Ricordiamo a tutti che l'Azienda Terme non ha mai cessato di esistere, come confermano gli atti e documenti. I benefici del termalismo si possono ottenere solo in un'azienda termale (sorgenti permettendo), non certamente in quattro cupe stanze, altrimenti stiamo parlando di altro».

Intanto, proprio sull'avviso di Sint rimasto inevaso, il gruppo consiliare “Cimmino sindaco di Stabiae" ha fatto sapere che «sta verificando tutto quanto risulta essere stato messo in campo dall’amministrazione precedente, nonchè le modalità con le quali ha operato. Ci auguriamo che questa intuizione sia smentita dagli atti amministrativi che a tutt’oggi sono in corso di acquisizione».


martedì 11 settembre 2018 - 10:13 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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