Canoni quadruplicati e cifre esose rischiano di mandare sul latrico oltre 100 famiglie. Tempi duri per i concessionari di bar, ristoranti, uffici e barche ormeggiate nell'area di competenza dell'Autorità Portuale, che si sono visti aumentare le tariffe quasi del 400% per le concessioni, un incremento definito insostenibile da chi da anni garantisce lavoro a decine di dipendenti, soprattutto durante la stagione estiva nei bar e nei punti di ristorazione nei pressi del porto. Entrando nel dettaglio, a partire da febbraio, l'ormeggio di un'unità da diporto costerà 74 euro/mq (l'aumento sfiora il mille per cento), mentre le concessioni per gli uffici si aggirano sui 99 euro/mq e quelle per bar e ristoranti sono pari a 162 euro/mq. «Occorre un intervento urgente del sindaco rispetto all'aumento dei canoni di concessione emessi dall'Autorità Portuale. - sottolinea Alessandro Zingone, capogruppo di Per Castellammare in consiglio comunale - Siamo di fronte ad una vicenda paradossale. Un aumento così sproporzionato rischia di mettere in ginocchio le attività
che, seppur tra tante difficoltà, vengono esercitate su concessioni demaniali. Al primo cittadino chiediamo un intervento diretto atto a fare chiarezza sulla vicenda onde evitare un altro duro colpo per l’economia della città». Rosario Cuomo, consigliere comunale del PD, punta invece a presentare la questione direttamente in Parlamento. «Questo aumento è totalmente ingiustificato, tanto più se si considera che riguarderà soltanto Castellammare di Stabia e Napoli, escludendo le altre realtà portuali. - spiega Cuomo - Gli operatori saranno costretti a chiudere i battenti perché le spese saranno insostenibili per portare avanti le attività. Ciascuno di essi garantisce occupazione a circa 10 dipendenti nella sola stagione estiva e la chiusura dei locali comporterà anche la perdita del lavoro per circa 130 persone. Con il capogruppo del PD Francesco Iovino, ci attiveremo per far predisporre un'interrogazione parlamentare mirata affrontare la questione dell'aumento dei canoni imposto dall'Autorità Portuale».