“Esistono oggi tutte quelle condizioni (urbanistiche-amministrative) per attuare quanto previsto nel PUC e nella pianificazione urbanistica sovraordinata”. L’associazione Waterfront Stabia guarda al futuro e dispone un’analisi dell’attuale scenario in vista delle amministrative dell’8 e 9 giugno che decreteranno il prossimo sindaco e il consiglio comunale che andrà ad insediarsi a Palazzo Farnese. “Nel PTC della città Metropolitana è riportata l’Area Programma AP 11 (Riconversione dell’area Torrese-Stabiese) che rende congruenti le azioni di trasformazione in attività terziarie produttive. Le stesse azioni di trasformazione sono applicate e recepite da un altro Ente Sovraordinato come quello del richiamato Consorzio A.S.I. che regolamenta una parte consistente del nostro territorio ricadente nel waterfront”, prosegue l’associazione della sua nota, ricordando poi che “l’amministrazione Comunale di Castellammare di Stabia iniziò le procedure per la definizione del nuovo Piano Urbano Comunale (PUC), adeguato al Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) della Città Metropolitana, con l’intento di incentivare e incoraggiare la partecipazione attiva dei portatori d’interesse del territorio e dell’intera città alla formazione del PUC cittadino, in coerenza con i principi di sussidiarietà indicati nella L.R. sul ‘Governo del Territorio’ e nel ‘Patto per l’Amministrazione Condivisa’, sottoscritto con alcune associazioni locali. Con questa finalità, l’Amministrazione istituì un Tavolo di Copianificazione - Laboratorio di Pianificazione Partecipata previsto dal ‘Piano Territoriale Regionale’ (P.T.R.)”. Secondo l’associazione Waterfront Stabia, “bisogna dare atto all’Amministrazione Comunale che nelle fasi di formazione del DOS e nella redazione delle linee guida del PUC ha seguito in pieno questo nuovo approccio compartecipativo”. Ma è sul futuro che si concentra l’attenzione dell’associazione, che parla di una “visione unitaria del programma” che “necessita, ovviamente, non solo dei soggetti istituzionali, ma principalmente del coinvolgimento degli imprenditori/proprietari, per avviare un efficace dialogo con l’Amministrazione Comunale, per creare entusiasmo intorno ai processi di pianificazione negoziale definendo certezza del diritto e tempi di realizzazio-ne”. Secondo l’associazione Waterfront Stabia, “alcuni segnali chiariscono, infine, che siamo sulla strada giusta per la realizzazione degli obiettivi precisati innanzi”. Nello specifico, sostengono, “il Presidente dell’EAV ha annunciato, come da i
mpegni presi in sede isti-tuzionale con la Regione Campania, RFI e Unità Grande Pompei, di aver affidato l’incarico per la redazione del progetto definitivo dell’intervento ‘riconversione della li-nea ferroviaria Torre Annunziata-Castellammare di Stabia-Gragnano in tram leggero’, che consenta l’eliminazione della barriera infrastrutturale per l’intera linea di costa e del suo ambito urbano retrostante”. Inoltre, “l’Arpac ha diffuso i dati sulla qualità delle acque che bagnano il litorale stabiese e promosso il mare di Castellammare di Stabia”. Infine, “è stata espletata nell’anno scorso la gara per la realizzazione del II Lotto delle scogliere a mare ed è stata affidata alla ditta vincitrice la realizzazione delle opere di protezione e difesa della costa (pannelli di protezione) e del ripascimento dell’arenile”. L’associazione Waterfront Stabia ha ricordato, inoltre, che gli obiettivi dell’associazione stessa, “fondati sul presupposto che Castellammare di Stabia doveva riacquistare la sua costa e il rapporto con il mare, risorsa insostituibile per una città di mare, con riflessi importanti per le attività produttive, turistiche, sportive e sociali, prevedevano, tra le altre cose, l’abbattimento del ‘muro’ che da quasi un secolo precludeva l’accesso al mare”. La L.R.C. n. 16/14, sostiene l’associazione Waterfront Stabia, “ha disapplicato i criteri re-strittivi del dimensionamento del terziario nella zona territoriale 7 del PUT (aree in que-stione) di cui alla L.R.C. n. 35/87, rendendo di fatto ammissibili trasformazioni e riconversioni del terziario delle attuali volumetrie e, quindi, anche in strutture turistico-ricettive e ciò anche in linea con le direttive generali del Piano Strategico della Buffer Zone del Grande Progetto Pompei”. Il Programma e le successive progettualità, secondo l’associazione, “devono fornire la concreta fattibilità tecnica, amministrativa ed economica per ridisegnare l’intera area, un nuovo assetto infrastrutturale della linea di costa e del suo ambito urbano retrostante capace di offrire nuove aperture verso il mare, con l’obiettivo di realizzare il più grande lungomare (tra vecchio e nuovo porto) del Golfo di Napoli. Il programma e le successive progettualità devono fornire la concreta fattibilità tecnica, amministrativa ed economica per ridisegnare l’intera area, un nuovo assetto infrastrutturale della linea di costa e del suo ambito urbano retrostante capace di offrire nuove aperture verso il mare, con l’obiettivo di realizzare il più grande lungomare (tra vecchio e nuovo porto) del Golfo di Napoli”.