Personale sanitario in agitazione dopo la decisione dell’ASL di richiedere la restituzione degli incentivi percepiti impropriamente da taluni lavoratori. Si tratta di indennità di turnazione riconosciute ai lavoratori ASL che prestano il proprio servizio su più turni. Un beneficio economico percepito da diversi mesi da personale impiegato nei distretti sanitari e in altri uffici dell’azienda sanitaria campana che però, secondo le norme contrattuali vigenti, non rientrano nelle categorie di lavoratori che avrebbero dovuto beneficiarne.
Accogliendo il malumore di centinaia di lavoratori coinvolti, le sigle sindacali di categoria hanno subito preso una ferma e netta posizione chiedono all’ASL Napoli 3 Sud «la sospensione ad horas del provvedimento di recupero dell’indennità» nonché «l’adeguamento del gop rispetto al debito orario impropriamente attribuito ai lavoratori».
In una nota, CGIL, CISL, UIL e FIALS dicono di condividere «l’insofferenza dei lavoratori per le continue afflizioni a cui è sottoposto» dichiarando per questo lo “stato di agitazione” di tutto il personale area – comparto. «L’eventuale diniego a quanto richiesto – sottolineano - costringerà le scriventi a rivolgersi ai livelli regionali competenti per chiedere la rimozione del gruppo dirigente del servizio gru. In queste condizioni non si può garantire una adeguata gestione del personale se si assumono provvedimenti che risultano tutt’altro che funzionali rispetto all’esigenza dell’azienda, dei lavoratori e dell’utenza».
FSI-USAE e Nursing-UP, invece, chiedono un urgente incontro con i vertici aziendali in cui concordare «la revoca delle disposizioni impartite». «Non viviamo nella repubblica delle banane - dic
ono - ma in un'azienda dove il confronto e il dialogo oggi più che mai sono un obbligo e non un optional».
Le sigle sindacali definiscono questi provvedimenti «inopportuni» soprattutto se si considera «questo particolare contesto». Provvedimenti che, dicono invece CGIL. CISL, UIL e FIALS, «stanno determinando quasi una sorta di punizione nei confronti del personale dipendente già segnato da questo difficile periodo pandemico». Per i rappresentanti dei lavoratori «bisogna operare in punto di diritto ma anche di buon senso e mettere a proprio agio i lavoratori anche per eventuali addebiti, nell’ultimo periodo questa sensibilità è sempre mancata. Ci si dimentica facilmente che gli ospedali, i punti vaccinali, i tamponi, l’assistenza sanitaria a domicilio, sono attività effettuate grazie all’abnegazione e al senso del dovere dei lavoratori che in molti casi non sono stati ancora remunerati per le prestazioni effettuate al di fuori dell’orario di lavoro. Non vengono liquidate dal Servizio GRU le legittime richieste sottoscritte e documentate dai Direttori di UOC, ed inoltre, per il pagamento di indennità di malattia infettiva per intere strutture adibite ad attività Covid (es. radiologie – reparti di medicina ecc.). Il nostro servizio GRU reitera le richieste di recupero di ore a debito, relative ad anni or sono, a diversi lavoratori pur sapendo che l’errore era ed è da attribuire ai vari responsabili e alla gestione del sistema GOP. E ancora il Servizio GRU in merito alle compensazioni tra lavoratori del SSR emette una disposizione, mai trasmessa alle OO.SS., regolamentando linee guida non previste in nessun contratto e quindi soggette al vincolo del confronto».
Di qui la forte presa di posizione di dichiarare lo stato di agitazione del comparto.