La figura dell’arbitro quale esperienza di aggregazione e crescita umana. È stato questo il tema della conferenza svoltasi nella giornata di ieri presso l’Auditorium del Liceo Scientifico Statale “Francesco Severi” di Castellammare di Stabia. Sono intervenuti Oreste Alfano, recentemente onorato con la stella di bronzo del Coni per l’impegno profuso negli anni da Presidente della Sezione AIA stabiese e da vicepresidente del Comitato Regionale Arbitri, il gragnanese Michele Somma, inserito nell’organico della Can C, l’assistente regionale e segretario sezionale Vincenzo Ferrara, ed il direttore di gara Raffaele Gallo, punta di diamante locale in Eccellenza. La conferenza, incentrata sul ruolo dell’arbitro e della famiglia sezionale quale fenomeno sociale di aggregazione, ha posto l’accento anche sul ruolo chiave degli associati inseriti negli organici nazionali che portano la propria esperienza ai più giovani. Simbolo di tal fattore è il presidente Rodolfo Di Vuolo, assistente inquadrato nell’organico di serie A e sempre vicino ai propri ragazzi. Sezione in costante crescita, quella stabiese, che lo scorso novembre ha ospitato il Presidente Nazionale Marcello Nicchi e che, nell’ambito degli incontri annuali previsti dall’associazione, ha in passato ospitato i
l compianto Stefano Farina, Gabriele Gava e Gianpaolo Calvarese. La massima espressione degli arbitri stabiesi è ad oggi proprio il presidente della sezione Rodolfo Di Vuolo, appartenente all’organico della Can A con all’attivo anche l’esordio internazionale nella gara di Youth League della passata stagione tra Real Madrid e Ajax. La scorsa estate, dopo oltre 17 anni da Sergio Amato, un arbitro è poi tornato in serie C. Si tratta di Marco Acanfora, al quale si aggiungono gli assistenti Alessandro Lombardi, Francesco D’Apice e Michele Somma. Tradizione di prestigio quella stabiese che vanta anche una finale di Coppa dei Campioni con Catello Buonocore guardalinee durante l’ultimo atto dell’edizione 1990/91 disputato a Bari tra Stella Rossa e Olympique Marsiglia con gli slavi vincitori. Si trattò, di fatto, della prima designazione di assistenti ufficiali in gare internazionali dato che in precedenza erano sempre stati impiegati gli arbitri in questa tipologia di sfide. Promotore di questa innovazione fu Paolo Casarin. La conferenza si è conclusa con un intenso confronto tra i tantissimi studenti intervenuti e gli arbitri stabiesi che hanno risposto alle domande con passione e minuziosità. L’augurio è che in tanti possano entrare a far parte della famiglia arbitrale.