Una lettera, un messaggio d’amore e di auguri per il 26esimo anniversario di matrimonio. Lo ha scritto ieri sui social Libera Tommasino, la moglie di Gino, il consigliere comunale del PD assassinato dalla camorra il 3 febbraio del 2008. Rompe così il silenzio dopo 10 anni passati nel dolore, ma con la forza di chi è guidato dall’amore per la famiglia e per degli ideali in cui credere.
Una lettera accompagnata da una video musicale, l’Adagio di Bach. «Ciao marito mio . Ricordi era stata suonata il giorno del nostro matrimonio ,la scegliemmo invece dell'Ave Maria. Ricordi ,eravamo due ragazzi che si amavano giurandosi eterno amore. La mia mente ,è un flash back ,invasa di ricordi di quel giorno ,così reali ,anche se oggi avremmo festeggiato 26 di matrimonio . Ricordo ogni particolare ,i preparativi ,tu ,che un paio di giorni prima volevi comprarti un altro abito ,a me che non arrivavano le scarpe ,e tanti altri episodi. Oggi non ci sei !Sei il mio ghost perché una mano assassina ti ha portato via . Non so come saremmo stati oggi ,se ci saremo sopportati .Non so immag
ino . Anche se non ci sei fisicamente ,la mia mente é invasa di te ,e nei miei sogni viviamo quella realtà che ci è stata negata . Sicuramente ,se tu oggi fossi qui ,mi rimproveresti di tante cose ,lo so ,ma la vita da quel giorno mi ha forgiata e tra silenzi e pianti ,nel bene e nel male cerco di affrontare tutto da sola . Quella che tu hai lasciato 10 anni fa ,non c'è più .
Quel giorno che ci rincontreremo ,fa sì che mi riconoscerai e mi chiamerai come tuo solito Liberina».
Un amore stroncato alle 15 del 3 febbraio 2008 quando i killer, a bordo di moto, avvicinarono l’’auto guidata da Gino, con a bordo il figlio Raffaele, oggi 20enne. Un agguato in piena regola, una sequenza di colpi esplosi contro l’auto del consigliere comunale che stava percorrendo il viale Europa. Per quell’omicidio sono stati condannati in via definitiva a 30 anni di carcere Catello Romano e Renato Cavaliere. Il pentito Salvatore Belviso a 18 anni, Raffaele Polito a 12. Una ferita ancora aperta che arreca dolore non solo alla famiglia ma ad un’intera città.