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Castellammare - La giunta attiva la ricognizione delle partecipate, Sint prossima alla razionalizzazione

Nel frattempo per la Sint arriva un'altra mazzata: non può partecipare al bando per l'imbottigliamento dell'Acqua Acidula e della Madonna perché poco solida.

di Giancarlo Esposito


La Sint non può partecipare al bando per l'imbottigliamento dell'Acqua Acidula e della Madonna perché poco solida. Questo è il dato che emerge in concomitanza con l'ultima giunta dello scorso 18 settembre, a cui hanno preso parte quattro assessori, in seguito alle dimissioni di Annalisa Armeno e Giuseppe Iozzino e all'ufficioso benservito nei confronti di Andrea Di Martino. Una nuova mazzata, dunque, si abbatte sulla partecipata comunale, che deve far fronte ad una mole debitoria tale da garantirle al massimo un anno di vita senza una svolta imminente. La salvaguardia della Sint, in ogni caso, è stata indicata dal sindaco come una priorità assoluta per avviare il piano industriale per il rilancio delle Terme, ragion per cui la giunta ha deliberato di esprimere apposito atto di indirizzo affinché il settore di competenza predisponga la ricognizione di tutte le partecipate possedute dal Comune in data 23 settembre 2016, ossia Asam e Sint, mantentendo la partecipazione della stessa Sint. La vendita dei b

eni ritenuti non strategici, l'accordo transattivo con Mps per rinegoziare il mutuo e l'aggiudicazione provvisoria dell'advisor per la redazione del nuovo piano industriale consentiranno a Sint di rientrare nella razionalizzazione delle partecipate prevista dalla riforma Madia, una soluzione che andrà comunque approvata entro il prossimo 30 settembre. La vita della società che detiene il patrimonio comunale delle Nuove Terme si prolunga così di un anno, fino al 30 settembre 2018, quando dovrà rientrare necessariamente nei parametri della Madia. Ma la frenata sull'imbottigliamento ha il sapore dell'ennesimo errore di valutazione di un percorso in cui gli annunci non hanno trovato riscontro nei fatti, mentre la Corte dei Conti e la Procura della Repubblica sono state chiamate ad indagare sulle responsabilità della mancata messa in sicurezza degli immobili, depredati dai ladri e distrutti dai vandali, uno scempio che rischia di costare persino più caro del passivo che ha condotto le Terme al fallimento.


giovedì 21 settembre 2017 - 13:36 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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