Cronaca

Castellammare - La DIA: «Clan pervasivi nel tessuto economico ed amministrativo della città»

Dalla relazione della Direzione investigativa antimafia emergono i fenomeni di devianza minorine a Napoli e provincia. Preoccupa la scarcerazione di due elementi apicali del clan D'Alessandro.


"I fenomeni di devianza minorile a Napoli e nella Campania non sono da considerarsi esclusivamente un prodotto della camorra ma da questa ne traggono comunque linfa e ispirazione secondo modelli comportamentali tipici di emulazione e identificazione". E' quanto viene sottolineato nell'ultima relazione semestrale al Parlamento della Direzione investigativa antimafia per la quale "a Napoli, così come in tutta la Campania, la prolungata assenza dalle attività scolastiche a causa della pandemia ha, in un certo qual modo, favorito l'avvicinamento dei minorenni alle attività illegali 'di strada' avviandoli verso la 'carriera delinquenziale'". Inoltre, nel semestre in esame (gennaio-giugno 2022), secondo la DIA, "si è anche assistito a una elevata diffusione di comportamenti antisociali e illeciti aventi come protagonisti i minori, ovvero condotte criminali riconducibili ai cosiddetti fenomeni 'baby gang', 'bullismo' e 'cyber bullismo', in cui il minore stesso emerge, contemporaneamente, quale autore e vittima del reato".

In merito alla criminalità organizzata campana, la DIA rileva “un complesso sistema criminale permeato dall’operatività di storiche e consolidate compagini criminali e di aggregazioni dagli equilibri instabili che, non di rado, cercano di legittimarsi ricorrendo a metodi violenti per affermare il proprio controllo del territorio. Una criminalità sempre alla ricerca di nuove, migliori e più lucrose posizioni nei mercati illegali ma anche interessata alla espansione di una fitta rete di imprese. Le indagini hanno documentato la capacità, da parte dei sodalizi criminali di maggiore tradizione, di penetrare nell’alveo socio-economico imprenditoriale riuscendo spesso a consolidare posizioni monopolistiche in interi settori così da incidere significativamente nel tessuto economico del ter

ritorio”.

A Castellammare di Stabia, i tentacoli dei clan pare si stia ora rivolgendo verso le attività legate al turismo. Tanto da far rilevare una camorra non più parassitaria quanto “protagonista di sofisticati processi finanziari, potendo contare su una propria classe imprenditoriale e riuscendo così a sfruttare spazi criminali offerti dalle “maglie larghe” di frange colluse della pubblica amministrazione”. E qui viene ricordato lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia e quello di di San Giuseppe Vesuviano proprio per infiltrazioni camorristiche. “La pervasività dei clan dell’area stabiese – rileva ancora la DIA - in ogni ambito dell’economia ed anche nella pubblica amministrazione è confermata dallo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Castellammare di Stabia nel cui decreto, datato 28 febbraio 2022, emerge un quadro ritenuto allarmante con riferimento alla capacità dei clan (D’ALESSANDRO e CESARANO) di infiltrare in modo pervasivo i canali leciti dell’economia reale.

Nel semestre analizzato dalla DIA, quello che va fa gennaio a giungo del 2022, a Castellammare di Stabia sono ritornati in libertà due elementi apicali del clan D’ALESSANDRO e, il 9 marzo 2022, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un gruppo criminale collegato, in posizione subordinata, ai D’ALESSANDRO e particolarmente attivo nella gestione di alcune piazze di spaccio nel centro storico della città. Il clan CESARANO risulta ancora operante nella zona di Ponte Persica e nei Comuni di Pompei e di Scafati. Nei Comuni di Gragnano-Pimonte-Agerola, si conferma l’operatività dei clan AFELTRA-DI MARTINO, specializzati nella coltivazione e nella vendita di sostanze stupefacenti.


venerdì 14 aprile 2023 - 08:41 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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