Le conseguenze del Coronavirus sono di grande rilievo e investono, inevitabilmente, anche il sistema economico nazionale. Con il decreto “Cura Italia” sono stati previsti bonus ed incentivi per lavoratori autonomi, professionisti con Partita IVA, lavoratori stagionali ed altre categorie considerate attualmente “a rischio”. Inoltre, il Governo Conte ha varato anche un decreto anti-crisi per aiutare subito chi è più in difficoltà, soprattutto per l'acquisto di generi alimentari, attraverso voucher consegnati direttamente dai comuni di appartenenza. Tuttavia, trattasi di misure sicuramente non sufficienti a garantire la stabilità economica di milioni di italiani.
Tantissimi cittadini sono stati costretti a chiudere la propria attività, spesso unica fonte di guadagno e di sostentamento. Il lockdown ha messo in ginocchio intere categorie di commercianti. Il sussidio previsto dal Governo non offre adeguate garanzie e in tanti, soltanto i più fortunati, sono stati costretti ad attingere ai propri risparmi personali pur di far fronte alle quotidiane necessità familiari. Insomma, un quadro davvero drammatico per chi da anni lotta contro aumenti fiscali, appesantimenti burocratici e, talvolta, con lo stigma negativo dell’evasione a prescindere. Lo slogan “state a casa”, così rassicurante per alcuni, si è trasformato in un vero e proprio incubo per altri. Tante sono le attività commerciali sull'orlo del fallimento che, passata la crisi sanitaria, non riapriranno. Altrettanti sono i piccoli imprenditori che dovranno barcamenarsi tra spese arretrate e nuovi costi di messa in sicurezza. Tuttavia, la salvaguardia della salute collettiva non ammette (ulteriori) errori e il lockdown, rappresenta, al momento, l’unico modo per arginare la diffusione del Virus. Tuttavia, la realtà economica e sociale costringe ad una dovuta e cinica riflessione: "siamo tutti sulla stessa barca" soltanto in teoria.
Una boccata d’ossigeno, nello specifico per pizzerie e pasticcerie situate sul territorio stabiese, potrebbe arr
ivare da una proposta avanzata dal Sindaco Gaetano Cimmino al Governatore della Regione Campania De Luca. L’invito, in particolare, è quello di permettere la vendita d’asporto alle attività commerciali sopracitate. “Una misura che potrebbe dare respiro ad un numero notevole di lavoratori che oggi rischiano di andare incontro al fallimento”. Come spiegato dal primo cittadino di Castellammare.
Un’iniziativa che, ovviamente, incontra il favore di tanti commercianti stabiesi, tra cui Vittorio Botta titolare del ristorante-pizzeria “Pazzamarea” in Via Bonito: “Noi ristoratori, e commercianti in generale, stiamo vivendo una doppia emergenza: sia dal punto di vista sanitario, come tutti, sia dal punto di vista economico. Da molte settimane ci ritroviamo a vivere senza alcuna entrata e senza il benché minimo incasso. Ogni giorno che passa diventa sempre più difficile guardare al futuro con ottimismo e fiducia – ha spiegato il commerciante stabiese ai nostri microfoni - riaprire le attività, lavorando anche solo attraverso consegne a domicilio, sarebbe per tutti noi ristoratori una grandissima boccata d’ossigeno. Non soltanto per le nostre famiglie ma anche per quelle dei nostri dipendenti. Fa rabbia pensare che al momento, a causa dell’emergenza sanitaria, sia tutto bloccato, soprattutto se si pensa ai risparmi e ai sacrifici di una vita investiti nell’apertura di un’attività. Tanti commercianti che non hanno la possibilità di attingere a risorse economiche personali saranno costretti alla chiusura. Pertanto, invito tutte le forze politiche ad una riflessione seria sulla tematica ristorazione, trattandosi di un indotto che assicura lavoro e sostentamento a migliaia di cittadini e alle loro famiglie”.
Dell'argomento ne parleremo oggi pomeriggio alle18 nel corso della nostra diretta sulla papina Facebook "Stabia Channel" col alcuni titolari di attività commerciali del settore di Castellammare di Stabia.