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Castellammare - La commissione Antimafia accende i riflettori sul Comune

Focus su infiltrazioni, commissione d'accesso e rischio condizionamenti: il caso rientra in un quadro territoriale più ampio tra controlli, scioglimenti e verifiche in corso.


Castellammare di Stabia torna al centro dell’attenzione istituzionale e politica in un momento particolarmente delicato per diversi enti locali della provincia di Napoli, già finiti sotto la lente degli organismi di controllo e oggi nuovamente inseriti in un perimetro di verifica che riguarda possibili fenomeni di condizionamento e infiltrazione. Il quadro che si va delineando non riguarda infatti solo il singolo Comune, ma si inserisce in una più ampia attività di approfondimento che coinvolge più amministrazioni del territorio, alcune delle quali già interessate da scioglimenti per infiltrazioni mafiose negli anni precedenti e altre recentemente rinnovate al voto.

A rendere più attuale il caso stabiese è la presenza di una commissione d’accesso nominata dalla Prefettura di Napoli, incaricata di verificare eventuali criticità nella gestione amministrativa e possibili tentativi di condizionamento da parte della criminalità organizzata. Un passaggio che si colloca in continuità con una storia amministrativa complessa, segnata dallo scioglimento del Comune avvenuto circa quattro anni fa e dalla successiva fase di ricostruzione politico-istituzionale culminata nelle elezioni del 2024.

In questo contesto, l’attenzione della Commissione Antimafia si inserisce come ulteriore livello di osservazione su un territorio considerato sensibile. Il tema, infatti, non riguarda soltanto la tenuta delle istituzioni locali, ma anche la capacità delle amministrazioni di garantire trasparenza nelle procedure, soprattutto su settori delicati come appalti, beni confiscati e gestione amministrativa. Un’attenzione che, secondo quanto emerso, si estende anche ad altri Comuni della provincia di Napoli e della Campania, in un quadro definito di

criticità diffuse”.

Ad entrare nel merito della vicenda è il senatore Fdi Sergio Rastrelli, segretario segretario della Commissione bicamerale Antimafia, che ha richiamato la necessità di un approfondimento complessivo sul territorio: «Nella responsabilità di parlamentare del territorio, - spiega Rastrelli - ho reiterato la richiesta di accendere un focus specifico sul perdurare di talune situazioni di collusioni ed infiltrazioni mafiose nel territorio campano».

E nello specifico, tra i casi, la richiesta «di verificare gli elementi di allarme presso il Comune di Castellammare di Stabia, ove persino autorevoli appartenenti a forze politiche che sostengono la giunta comunale - come l’onorevole Ruotolo - hanno lamentato l’assenza di argini al proliferare delle infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione».

Il parlamentare ha poi esteso il perimetro dell’analisi anche ad altri Comuni: «Oltre ad un approfondimento sui contenuti del provvedimento di scioglimento del Comune di Caserta… il primo focus richiesto è relativo al Comune di Torre Annunziata dove il Prefetto di Napoli ha già nominato la commissione di indagine per verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata, con specifico riferimento a presunte anomalie nella gestione e nell’assegnazione dei beni confiscati». Infine, il richiamo a Sorrento, dove sono in corso ulteriori verifiche giudiziarie e amministrative su recenti vicende legate alla gestione pubblica, «alla luce delle recenti, numerose richieste di misure cautelari a carico di dirigenti comunali, funzionari, professionisti ed imprenditori, per torbide vicende legate alla amministrazione della città».


 
 


mercoledì 15 aprile 2026 - 18:33 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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