Quando la terra si sgretola sotto i nostri piedi, non ci sono avvisi che possano preparare completamente chi la abita. Castellammare di Stabia e la penisola sorrentina tornano a ricordarlo ogni volta che pioggia e dissesto idrogeologico si intrecciano. Solo negli ultimi giorni il territorio ha dato segnali inquietanti: una frana in zona Scrajo ha costretto alla chiusura temporanea della statale SS145, mentre un cedimento in via Vena della Fossa ha allarmato residenti e autorità locali. Il Faito, con le sue pendici fragili, rimane un rischio costante per il centro storico, minacciato da eventuali smottamenti che potrebbero colpire la città a valle. E come ogni inverno, le esondazioni del fiume Sarno accompagnano la pioggia, trasformando strade e quart
ieri in specchi d’acqua, con danni economici e disagi quotidiani. Castellammare e la penisola sorrentina non sono un caso isolato: il suo territorio è emblematico di un contesto più ampio, dove aree montane e coste, frane e allagamenti convivono con insediamenti urbani e infrastrutture fragili. L’emergenza diventa così normalità, e la resilienza della comunità si misura ogni volta che la natura ricorda la sua forza. Le istituzioni, tra ordinanze di chiusura e interventi di manutenzione straordinaria, tentano di correre ai ripari, ma le condizioni geologiche e climatiche del territorio fanno capire che ogni soluzione sarà temporanea senza un piano complessivo di prevenzione e gestione del rischio idrogeologico.