La bici come simbolo di rinascita. Uno strumento che in occasione della cinquantesima giornata mondiale della Terra ha assunto un valore diverso, dopo cinquanta giorni di blocco causati da una pandemia che ha messo in ginocchio il nostro paese. Nel frattempo, è aumentata la consapevolezza di quanto madre natura sia un bene prezioso e insostituibile. Pertanto bisogna agire di conseguenza attraverso il cambiamento, partendo alla mobilità.
«Come associazione, abbiamo sottolineato come l'aggregazione e lo stare insieme (le pratiche che promuoviamo da sempre) sono essenziali –ci ha spiegato Gianluigi Donnarumma, presidente dell’associazione “Gli amici della Filangieri”-, ci siamo trovati spiazzati come tante persone ovviamente. Una situazione, quella del Coronavirus, che ci ha toccati da vicino, perché,come le attività commerciali non possono fare a meno dei cittadini, così noi associazioni di promozione sociale ci ritroviamo svuotati dei nostri interlocutori che sono i nostri concittadini costretti come noi alla quarantena a casa.»
«Dal punto di vista della mobilità, stiamo riscontrando una spinta da parte di molti paesi nel promuovere mezzi di trasporto alternativi ai mezzi pubblici dove il distanziamento soc
iale ovviamente è impossibile.
Noi (e tantissimi esperti ne stanno parlando) una soluzione ce l'abbiamo: ovviamente è la bici, che consente sia il necessario distanziamento sociale, sia di stare all'aperto (soprattutto in vista del bel tempo che ci sarà durante la fase due che sarà quella più critica), perché, se è vero che in automobile non si è a contatto con gli altri, va detto che è comunque un luogo chiuso in cui se non viene svolta la corretta pulizia, possono comunque depositarsi tra la polvere batteri etc.»
Ha concluso dicendo: «Ovviamente servono le infrastrutture e di conseguenza c'è bisogno di investire in questo senso, dando la priorità alle periferie dato che gli abitanti di queste zone sono quelli che fanno un uso maggiore del mezzo di trasporto.
Ci aspettiamo anche che dalla Regione venga preso quanto prima possibile in considerazione il problema della Circumvesuviana e che sia affrontato con spirito di abnegazione da parte dell'EAV che dovrà mettere da parte i tanti progetti (molti discutibili) in corso per dare la priorità alla frequenza delle corse e a tutto quello che è necessario per tutelare la salute dell'utenza e di chi lavora nelle stazioni e sui treni.»