C'è l'indagine dopo le aggressioni agli anziani nella giornata di ieri. Il knockout game è arrivato anche nella città di Castellammare e adesso semina il panico fra gli stabiesi tanto che è partita anche l'indagine dei carabinieri. I militari hanno raccolto le denunce delle persone aggredite, tre in totale, nella giornata di ieri. Il modus operandi dei ragazzi sarebbe lo stesso: si avvicinano di spalle alla vittima colpendola con un pugno e uno schiaffo per poi scappare via fra la folla. Per questo motivo, i carabinieri agli ordini del maggiore Donato Pontassuglia e del tenente Giulio Riccio, hanno già acquisito i filmati del sistema videosorveglianza per identificare gli aggressori. Purtroppo al momento non c'è ancora un possibile identikit considerato che dopo ogni aggressione, i presenti non sono riusciti a fermare i ragazzi. Le indagini, quindi, sono molto complicate. Anche se le denunce al momento sono solo tre, gli inquirenti stanno analizzando anche altri episodi avvenuti ad inizio settembre, quando proprio StabiaChannel focalizzò l'attenzione sul fenomeno. In totale comunque le aggressioni non dovrebbero essere superiori a 5 ma non si escl
udono novità nelle prossime ore. Anche il rischio emulazione, dopo gli ultimi avvenimenti, non deve essere sottovalutato.
La paura in città adesso è tanta. Gli stabiesi chiedono sicurezza alle forze dell'ordine e anche all'amministrazione comunale che sta seguendo l'evolversi dell'indagine in compagnia dei carabinieri. Intanto nelle ultime ore si è diffusa una voce inquietante: un giovane armato di accetta che andrebbe a colpire persone a caso nel centro di Castellammare. Un messaggio audio gira su WhatsApp dalle prime ore di questa mattina ma al momento non è partita una vera e propria indagine delle forze dell'ordine a riguardo. L'attenzione degli inquirenti comunque è tanta e non si esclude che nelle prossime ore possano aumentare i controlli nel centro città.
«Contro questi delinquenti non ci devono essere giustificazioni di alcun tipo - ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli - ma solo punizioni severissime anche per togliere ogni pensiero di emulazione” hanno concluso Borrelli e Simioli appellandosi “a quanti hanno visto qualcosa ad aiutare le forze dell’ordine a trovare i responsabili».