«Le denunce del sindaco sulla camorra, il nuovo assetto urbanistico prospettato per la città e una vendetta relativa alle elezioni politiche». Francesco Iovino, ex capogruppo del PD in consiglio comunale, individua tre motivazioni che, a suo dire, si celano dietro la sfiducia firmata da 14 consiglieri, tra cui 6 esponenti della maggioranza. «Ben due donne tra i dissidenti hanno chiesto la candidatura alla Camera con il PD. - racconta Iovino - Non sono state accontentate e si sono vendicate». Ma intanto i dissidenti puntano il dito contro il PD, “padre padrone” dell'amministrazione, definendo il sindaco un burattino nelle mani di pochi eletti. E in questo contesto, proprio Iovino è diventato nell'immaginario collettivo il sindaco ombra di Castellammare di Stabia. «Pannullo è una persona perbene e ha le mani libere. - spiega l'ex capogruppo dem - Non ho mai deciso al suo posto, ma ho dato a qualcuno questa impressione perché sono sempre presente quando si trat
ta di affrontare i problemi del territorio. Le accuse dei dissidenti mi sembrano fondate sui capricci, piuttosto che sui temi seri». Iovino non molla, anzi rilancia. «L'intenzione di ricandidarmi c'è - sottolinea - e credo che Pannullo possa essere il leader del PD anche nel prossimo futuro, come sostiene anche il segretario regionale Assunta Tartaglione. Intanto ci sono le elezioni politiche e i nostri candidati da sostenere, poi bisogna ripartire dalle cose fatte da questa amministrazione, dalla villa comunale agli chalet dell'Acqua della Madonna». Poi una stoccata all'assessore Carla Di Maio. «Sulle politiche sociali siamo stati deficitari, apportando soltanto soluzioni tampone senza un minimo di programmazione. L'assessore ha svolto il suo ruolo part-time». E sulla segreteria PD glissa. «Non abbiamo iniziato nel migliore dei modi. Noi chiedevamo di dare priorità alle elezioni politiche, Corrado intanto ha nominato la segreteria. Non mi sono mai sottratto al dialogo».