Cronaca

Castellammare - Imprenditoria e camorra, gli stabiesi pagavano la ditta dei D'Alessandro

In almeno tre casi, dal 2013 al 2015, sono stati affidati lavori per somma urgenza alla ditta di Liberato Paturzo, in carcere dopo l'inchiesta Olimpo

di Gennaro Esposito


Gli stabiesi pagavano a loro insaputa una ditta vicina ai D'Alessandro per lavori straordinari nel territorio comunale. In almeno tre casi, dal 2013 al 2015, l'ufficio tecnico del Comune di Castellammare ha affidato lavori di somma urgenza alla società intestata ad un prestanome di Liberato Paturzo, esponente di spicco dell'imprenditoria locale e secondo la DDA vicinissimo alla cosca di Scanzano (colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'inchiesta "Olimpo"). Grazie ad un presunto accordo con un dipendente di Palazzo Farnese, allontanato qualche mese fa, la ditta sarebbe riuscita ad ottenere incarichi sotto la soglia dei 40mila euro così da non dover partecipare a nessuna gara d'appalto. I lavori incriminati portano tutti la firma dello stessa geometra e riguardano in primis la messa in sicurezza del costone della SS 366 ex Agerolina, all'altezza dell'Hotel dei Congressi che franò nel 2014; in più sarebbero stati affidati lavori anche per il rifacimento di via Acton che per la SS145, nel territorio di Castellammare. Un sistema, quello degli affidamenti diretti, che negli anni scorsi era molto diffuso ma che si è placato dal 2017 in poi.

Soprattutto dal 2012 al 2016, sono decine gli incarichi assegnati per somma urgenza dall'ufficio tecnico del Comune a ditte spesso dell'hinterland napoletano ma anche del territorio stabiese. I lavori assegnati riguardavano sia opere importanti da dover completare dop

o un evento eccezionale sia per colmare i vuoti in alcuni settori, come quello ambiente o relativo alla medicina sul lavoro. Gli affidamenti diretti, per legge, permettono al dirigente di incaricare un'impresa a compiere lavori urgenti per i quali non si può attendere una consultazione pubblica. Ma a Castellammare qualcosa non è andato nel verso giusto. Il primo a denunciare questo modus operandi pericoloso è stato Francesco Iovino pochi mesi fa ed è stato seguito dal sindaco Gaetano Cimmino il quale ha allertato la Procura. 

L'inchiesta "Olimpo", tuttavia, sta svelando retroscena sempre più importanti sul passato politico e imprenditoriale della città di Castellammare. La DDA è pronta ad inserire nel registro degli indagati altre persone colpevoli, a loro dire, di aver preso parte al maxi sistema fra colletti bianchi e camorra. A tremare sono soprattutto i politici, alcuni dei quali avevano rapporti molto stretti con Adolfo Greco, l'imprenditore del latte che sarebbe il punto di collegamento fra i clan e l'imprenditoria locale. Avrebbe incontrato imprenditori, politici di spicco (fra cui spicca anche Pasquale Sommese) oltre che forze dell'ordine per gestire i suoi affari. Grazie alle dichiarazioni dei pentiti di camorra dopo l'omicidio Tommasino di ormai dieci anni fa, la DDA ha fatto luce sulla città delle acque e sul sistema colluso che per anni ha regnato indisturbato. 


giovedì 27 dicembre 2018 - 10:29 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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