Cronaca

Castellammare - Il viaggio del dattero di mare: dalla penisola sorrentina ai ristoranti di lusso del Nord Italia

Ricostruita la rete dei contatti: il gruppo criminale stabiese riusciva a piazzare il dattero nei migliori ristoranti italiani

di genesp


"Un marito deve pur pensare alla propria famiglia. Se dopo un paio di settimane torni a casa senza soldi, senza uno stipendio, senza che i tuoi figli possano comprare nulla, devi intervenire". È questa la scusante che un membro della banda dei datterari ha utilizzato con i militari della guardia costiera di Castellammare di Stabia dopo l'arresto avvenuto ormai mesi fa e ricostruito dalle telecamere di Report nella serata di ieri su Rai 3. Il programma d'inchiesta giornalistica ha infatti realizzato un approfondimento sul gruppo criminale che per mesi ha commercializzato il dattero di mare non solo in penisola sorrentina ma soprattutto nel Nord Italia. Un'associazione composta da pescatori, ricettatori, semplici affiliati che sono riusciti a guadagnare migliaia e migliaia di euro ogni anno. Il pregiato dattero, che poteva

essere venduto anche a più di cento euro al chilo, veniva pescato in penisola sorrentina da pescatori stabiesi che avevano base logistica a piazza Spartaco. Qui veniva portato il pescato del giorno e poi rivenduto a svariati clienti, soprattutto ristoranti di lusso e stellati. Secondo quanto accertato dall'inchiesta, il dattero veniva rivenduto in Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana grazie ad una serie di contatti locali che riuscivano a piazzare il tutto all'interno di ristoranti "convenzionati". Ora però anche i ristoratori sono iscritti nel registro degli indagati per aver collaborato per anni con l'organizzazione criminale contro la quale è in corso il processo presso il Tribunale di Torre Annunziata. La richiesta di condanna per i principali membri del gruppo criminale è stata di dodici anni.


martedì 16 novembre 2021 - 10:38 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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