Politica & Lavoro

Castellammare - Il sogno delle Terme non si spegne: «Crediamo ancora nella rinascita dalle acque»

Il direttivo di Terme per Stabia APS Salus per Aquam incontra il giornalista di Rai Radio 1 Giancarlo Rossi nel Parco delle Antiche Terme. Al centro del confronto il passato, il presente e il futuro del patrimonio termale stabiese


Le fontane sono silenziose, i cancelli chiusi da anni e gli edifici portano addosso i segni del tempo. Eppure, tra i viali delle Antiche Terme, continua a resistere un'idea che per molti stabiesi ha il valore di una speranza collettiva: quella di vedere un giorno rinascere il patrimonio termale della città. È da questo scenario, carico di memoria e aspettative, che ha preso le mosse l'incontro tra una rappresentanza del direttivo dell'associazione Terme per Stabia APS Salus per Aquam e il giornalista di Rai Radio 1 Giancarlo Rossi, ospitato nel Parco delle Antiche Terme di piazza Amendola. Un confronto dedicato alla storia delle Terme Stabiane, alle cause che hanno portato al loro declino e alle possibili prospettive future. Un'occasione per riportare al centro dell'attenzione pubblica una vicenda che continua a rappresentare una delle più grandi incompiute di Castellammare di Stabia. «Si è trattato di un incontro cordiale e di un sincero scambio di opinioni sulla storia, sulle complesse dinamiche che hanno condotto alla situazione attuale e sulle prospettive future», spiegano dal direttivo dell'associazione. Nel corso del confronto sono stati affrontati i temi che da anni accompagnano il dibattito cittadino: la chiusura degli storici complessi termali, il progressivo abbandono delle strutture, la necessità di valorizzare un patrimonio idrogeologico unico in Europa e l'urgenza di definire una strategia concreta per il rilancio del settore. L'incontro si è concluso con una domanda che sintetizza il senso stesso della battaglia portata avanti da associazioni, comitati e cittadini: «È ancora possibile credere che Castellammare possa rinascere dalle sue acque?». La risposta del direttivo è netta: «Noi crediamo di sì e opere

remo per questo scopo».

Una convinzione che si confronta però con una realtà particolarmente complessa. Le Antiche Terme non sono più operative da decenni e negli anni si sono susseguiti annunci, progetti, studi di fattibilità e ipotesi di rilancio che non hanno mai trovato una concreta attuazione. Nel frattempo il patrimonio immobiliare e termale della città è rimasto in una condizione di sostanziale stallo. Emblematico il caso dei circa 12 milioni di euro finanziati attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo destinati alla riqualificazione del comparto termale. Risorse che, dopo 4 anni, non hanno ancora prodotto l'avvio degli interventi attesi. Uno scenario che continua ad alimentare interrogativi e preoccupazioni tra quanti vedono nelle terme una delle principali occasioni di rilancio economico e turistico della città. Negli ultimi mesi, tuttavia, qualcosa sembra tornare a muoversi. Parallelamente al tema della riqualificazione delle strutture, l'attenzione si sta concentrando anche sulla condizione delle sorgenti, sullo stato delle acque minerali, sulle concessioni regionali e sugli aspetti amministrativi necessari per costruire un eventuale percorso di rinascita. Un intreccio di competenze, autorizzazioni e verifiche tecniche che rende la questione particolarmente delicata.

Resta però intatto il fascino di un patrimonio che per oltre un secolo ha rappresentato uno dei simboli di Castellammare. Ed è proprio da quel patrimonio, dalle sue sorgenti e dalla sua storia, che una parte della città continua a guardare per immaginare il futuro. Un sogno che resiste al tempo, all'abbandono e alle attese, alimentato dalla convinzione che la rinascita di Castellammare possa ancora passare attraverso le sue acque.


martedì 16 giugno 2026 - 21:25 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Politica & Lavoro