L'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari non avrà una nuova sede nella Reggia di Quisisana. Il presidente Tristano Dello Joio aveva espresso l'esigenza di ottenere nuovi locali all'interno del Palazzo Reale in sostituzione di quelli attuali assegnati in comodato d'uso gratuito quinquennale nel 2012, al fine di garantire un migliore esercizio delle attività istituzionali, ma il sindaco Antonio Pannullo ha risposto picche e ha motivato la decisione spiegando che «al momento non è possibile valutare la concessione di ulteriori locali essendo in via di definizione la convenzione con la Soprintendenza di Pompei per l'istituzione del museo archeologico». Il ritardo nella firma da apporre sull'ormai celebre convenzione per il museo archeologico e la scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo all'interno della Reggia di Quisisana rappresenta dunque un deterrente anche per definire la destinazione dei locali e degli spazi di Palazzo Reale. E così, dopo il no ai carabinieri della forestale per i quali l'ente comunale ha fatto sapere che non ci sono locali disponibili per la loro richiesta, tocca anche all'Ente Parco incassare il diniego, che va ad aggiungersi anche all'assenza di risposte in merito alla proroga almeno per i locali
attualmente in comodato d'uso gratuito per 5 anni, in base al contratto siglato dal Comune di Castellammare di Stabia con l'ex presidente Giuseppe Guida. Va così inesorabilmente a sfumare l'idea di istituire un polo per l'ambiente nella Reggia con la compartecipazione dell'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari, i carabinieri della forestale, le associazioni della Protezione Civile e dei volontari impegnati in estate durante l'emergenza incendi. Il "no" all'Ente Parco è arrivato dopo tre richieste protocollate tra agosto e ottobre, ma questa decisione rischia anche di far saltare la mostra permanente "Dal buio alla luce", collocata all'interno della Reggia, con i reperti dell'antiquarium stabiese in esposizione. L'Ente Parco, infatti, versa circa 1500 annui al Comune per l'energia elettrica, ma paga anche circa 90mila euro ogni anno per lo stipendio lordo da destinare ai tre dipendenti impegnati nella mostra. Qualora, dunque, neanche la proroga dovesse essere concessa all'Ente Regionale, quest'ultimo sarebbe sfrattato e la mostra andrebbe chiusa, a meno che il Comune non decida di accollarsi 90mila euro ulteriori nel proprio capitolo spese annuo. Senza trascurare l'affronto che i vertici regionali incasserebbero per lo sfratto dell'Ente Parco dal territorio stabiese.