La proroga per due mesi del servizio di pulizia dei bagni e degli immobili pubblici è illegittima. È il segretario generale Loredana Lattene a notificarlo al dirigente del settore lavori pubblici, facendo riferimento all’affidamento diretto del servizio con determina del 18 settembre 2019. Un vero e proprio pasticcio, gestito dal rup, rispetto al quale il segretario generale, dando seguito alle linee di indirizzo del sindaco Gaetano Cimmino in merito agli affidamenti diretti in vista della stesura del piano anticorruzione, non ha fatto mancare i suoi strali infuocati con un documento interno in cui ricapitola tutte le anomalie della procedura.
In primis, la giustificazione correlata all’esigenza di prorogare il servizio: inizialmente si parla della necessità di aderire all’accordo convenzione quadro con la Citt&agr
ave; Metropolitana, poi si fa riferimento alla necessità di un bando comunale e infine nuovamente all’accordo quadro contestuale all’avvio del bando. Una confusione che ha lasciato perplesso il segretario, che ha poi evidenziato un’ulteriore anomalia relativa al mancato rispetto dei principi di economicità, essenziali per non sperperare il denaro nelle casse della pubblica amministrazione. Appare quantomeno bizzarra la decisione di alzare a 179mila euro l’importo relativo alla proroga dello scorso mese di maggio, ossia 8mila euro rispetto a quella affidata a dicembre 2018 per lo stesso servizio. Una vicenda rispetto alla quale il segretario, indirizzato dal sindaco a monitorare la legittimità delle procedure di affidamento, non ha fatto sconti, evidenziando i profili di illegittimità dell’intera procedura.