L’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia starebbe per essere convertito in Covid Hosptal. E’ questa l’ipotesi lanciata dai sindacati degli infermieri, FSI-USAE e NursingUp che ieri, in una nota, hanno rilanciato un allarme per la situazione nel nosocomio stabiese.
Nell’analizzare la grave situazione in cui versano le strutture sanitarie campane, i sindacati evidenziano come da mesi stanno sollecitato le dirigenze dell’ASL a prendere scelte su come gestire la pandemia. «La giustificazione – dicono – è che tutti sono stati colti di sorpresa. Se questo forse valeva a marzo, ora è una infame bugia. La verità è che chi doveva interessarsi di arginare l’avanzata con provvedimenti forti di carattere straordinario, che recuperassero anche in parte gli orrori di un recente passato, era distratto o impegnato in operazioni elettorali». E gli interrogativi che pongono sono diversi. «Chi doveva assumere personale straordinario per rafforzare la rete territoriale? Chi doveva organizzare protocolli innovativi a garanzia di quegli operatori oggi vittima dei contagi? Chi doveva acquisire posti letto per assistere gli ammalati Covid fuori dai presidi ospedalieri?».
Quindi l’attenzione si sposta inevitabilmente sulle difficoltà che stanno vivendo gli ospedali campani. «Non ci capisce quali ospedali devono essere presidi Covid e quali possono ancora curare chi per grazia ricevuta non è infetto. L’ospedale di Vico Equense è stato chiuso. Il padiglione di Gragnano chiuso. Il Maresca di Torre del Greco è diventato Covid Hospital, quello di Boscotrecase è Covid Hospital. Fino a qualche giorno fa l’ospedale di Nola sembrava dovesse divenire Covid Hospital. Ora pare che la politica si sia mossa per evitarlo. Quindi di conseguenza sarà il San Leonardo ad essere destinato ad essere Covid Hospital, pagando ancora una volta il prezzo di essere orfano di autorevole rappresentanza politica?». Per FSI-USAE e NursingUp «il San Leonardo deve continuare ad essere il punto di riferimento dell’assistenza sulla fascia
costiera e non può essere agnello sacrificale di scelte politiche».
In realtà, il San Leonardo sta già di fatto diventando un Covid Hospital, con alcuni reparti che stanno lentamente cedendo posti letto agli ammalati Covid. Sulla situazione della sanità campana è intervenuto anche Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. «Dove sono le nuove assunzioni promesse e tanto attese per affrontare una battaglia che oggi sembra decisamente fuori dalla nostra portata? – dice - Soprattutto dove sono quei piani strategici di sicurezza e prevenzione che dovrebbero garantire test rapidi ogni 24 ore a tutto il personale sanitario, prima e dopo il servizio, nonché tamponi completi ogni 20 giorni?. Gli infermieri non parlano più, adesso hanno paura, è sempre più difficile farsi raccontare quanto sta accadendo. Soprattutto, secondo nostre fonti, cominciano a scarseggiare spesso anche guanti e disinfettanti. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente. Ci arrivano alle orecchie storie di nostri infermieri addirittura minacciati riguardo a situazioni di cui, nè noi come sindacato, nè gli organi di stampa, dovremmo venire a conoscenza».
De Palma commenta i dati di un report incrociato che il sindacato ha realizzato nelle ultime ore mettendo insieme le cifre dell’Istituto Superiore della Sanità con quelle dell’Inail. «14.321 gli operatori sanitari contagiati negli ultimi 30 giorni. Erano 12.719 solo nel giorno precedente. Lo dice proprio l’Istituto Superiore della Sanità. Questo vuol dire che in sole 24 ore abbiamo avuto 1602 casi in più. Inail sostiene che sull’intero comparto sanità, che include medici, fisioterapisti, oss, operatori socio assistenziali, personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione, gli infermieri sarebbero quasi il 50 cento degli infettati totali, quindi da sempre i più esposti al rischio. I nostri referenti territoriali ci raccontano di una Campania allo stremo. 536 infermieri in un mese sono rimasti contagiati. Nella maggior parte dei casi dentro gli ospedali».