E' guerra intestina all'interno del centrosinistra, con le vicendevoli bordate mediatiche che in queste ore hanno alimentato il confronto tra il presidente dell'Ente Parco Tristano Dello Ioio e il Pd di Castellammare. Nei giorni scorsi il circolo democrat stabiese aveva punzecchiato il governatore De Luca dopo lo spettacolo 'Da fenesta a fenesta': «Una rondine che non fa primavera», avevano commentato i Dem in merito al successo dell'iniziativa. Non si è fatta attendere la risposta del numero uno del Parco dei Monti Lattari, 'deluchiano' della prima ora.
«Per costruire occorre dialogo - spiega Dello Ioio -, occorre buonsenso, occorre la passione di chi si impegna a valorizzare i territori senza badare a spartirsi le poltrone e ad accontentare amici e parenti. Ebbene, al Pd stabiese sembra sfuggire la sostanza di quel che è stato costruito in una serata magica, in una location così suggestiva. Il centro antico riparte dalla cultura, riparte da quello che mai, in tanti anni di amministrazione targata Pd, è stato messo in campo per quel quartiere. E riparte da una sinergia che, con l'impegno del Parco dei Monti Lattari, del presidente De Luca, di Scabec e del Comune di Castellammare di Stabia, finalmente pone le sue basi su un modello di crescita. Il presidente De Luca si era già prodigato in passato per dare lustro a Viviani a Castellammare con l'esperienza dei Cantieri Viviani, un lavoro straordinario che non ha avuto più seguito per l'incapacità politica di chi all'epoca governava la città».
Poi la stoccata: «L'incapacità politica di quelli che hanno messo i bastoni tra le ruote al presidente ed anche al Parco dei Monti Lattari, ostacolando persino il rinnovo della sede ubicata nella Reggia di Quisisana per accontentare qualche potentato politico ubicato altrove. Siate meno burattini e iniz
iate a fare mente locale su quello che si può costruire per i territori, mettendo da parte i personalismi e gli orticelli per imprimere finalmente una svolta al rilancio del centro antico e dell'intera città».
Non si è fatta attendere la replica al veleno del circolo locale del Pd, che ha messo apertamente in discussione lo spessore politico del capo dell'Ente e invitato pubblicamente il partito a compiere scelte diverse per il futuro: «A tratti ci è sembrato di scorgere nelle sue parole livore personale verso questo o quel dirigente. Crediamo che per ricoprire un ruolo importante come presidente di un Ente Regionale, importante come il Parco dei Monti Lattari, sia necessario avere un minimo di background politico e amministrativo che farebbero evitare cadute di stile. Comprendiamo che non è un politico e men che meno un qualificato dirigente, bensì un uomo di fiducia degli alti piani della politica, pur tuttavia qualche riflessione ci viene naturale».
«Il Pd non è il suo partito, e di questo siamo tutti felici, ma è quel partito, quella comunità che dovrà adoperarsi maggiormente durante la campagna elettorale. Agone elettorale che sarà ancora più duro grazie anche alla insipienza amministrativa di enti come l'Ente Parco, che invece di coinvolgere competenze e professionalità di alto profilo si riducono a scranni di rappresentanza. Da ultimo, un auspicio ed un appello affinché laddove si esprimano in ruoli apicali sul territorio figure 'di fiducia' si presti cura alle competenze ed alle professionalità». E se quello dei Dem non è un invito a farsi da parte, poco ci manca: «I 'fiduciari' - conclude la nota - non fanno bene alla causa di chicchessia ed oggi più di ieri potrebbero risultare controproducenti al punto di dover ricorrere alla loro destituzione».