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Castellammare - Il nuovo corso di Forza Italia passa per Gragnano. La vittoria di D’Auria e il ricambio generazionale

La spaccatura interna causata da Annarita Patriarca si sgonfia dinanzi alla sconfitta maturata a Gragnano, che coinvolge anche i suoi fedelissimi a Castellammare. La città della pasta premia un’altra giovane leva, dopo Castellammare e Santa Maria la Carità.

di red


Il nuovo corso di Forza Italia passa per Gragnano. La vittoria di Nello D’Auria consolida la nouvelle vague del partito di riferimento del centrodestra nell’ultimo trentennio, che può vantare su un trio di giovani leve al vertice di tre Comuni del territorio. Da un lato c’è Giosuè D’Amora, riferimento storico del consigliere metropolitano forzista Franco Cascone a Santa Maria la Carità, dall’altro c’è Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia dal 2018, in grado di spodestare i capibastone della Stalingrado del Sud e di consegnare al centrodestra un baluardo della sinistra. Con D’Auria la componente dei giovani forzisti si rafforza, proprio nel momento in cui il partito dal suo interno sembrava andare incontro all’implosione. L’elezione di Annarita Patriarca un anno fa come consigliera regionale ha sparigliato le carte al punto da indurre quest’ultima a pianificare una rivoluzione intrinseca al partito, facendo tabula rasa nelle città governate da riferimenti del centrodestra non affini alla sua corrente. Una sorta di “fuoco amico” proveniente dalla Regione, con l’obiettivo chiaro di colpire quel che restava degli uomini guida del partito sul territorio.

Sul carro della Patriarca, pertanto, stavano iniziando a salire in tanti anche a Castellammare di Stabia, tra maggioranza e opposizione. La prima è stata la consigliera Enza Maresca, il cui marito Pippo Maresca aveva provato anche a candidarsi nella lista della capogruppo regionale salvo autoescludersi per eludere il taglio per ragioni di inc

andidabilità. Con lei anche Eutalia Esposito e Andrea Di Martino, che hanno stretto l’accordo con Annarita Patriarca dall’opposizione per tentare di far saltare il banco e presentarsi più forti ad un’eventuale futura campagna elettorale, con Eutalia pronta a sostenere la candidatura di Di Martino, in attesa di comprendere le mosse del PD. La “sconfitta casalinga” di Annarita Patriarca, bocciata nella sua città, Gragnano, il suo storico fortino, ha ripristinato gli equilibri di partito, restituendo ai giovani leader di Forza Italia il loro ruolo di riferimenti del ricambio generazionale che coinvolge la classe politica del territorio. Un ricambio che ad oggi non si avverte nel centrosinistra, in cui la stessa Patriarca trova proseliti nella vecchia guardia, composta da Andrea Di Martino ed Eutalia Esposito, quest’ultima andata via dal consiglio comunale senza alcuna motivazione a supporto, nel silenzio di tutta l’opposizione. Ed ora cosa accadrà? A Castellammare sarà decisivo l’esito delle indagini della commissione d’accesso, che dovrà stabilire se esistono o meno i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale. Un ulteriore step decisivo della vita politica che a Castellammare assume i contorni di un campo minato, in cui il tempo delle proposte da parte delle forze politiche sembra aver lasciato il posto negli ultimi anni alle beghe, alle insidie e agli attacchi personali. Spazio ai giovani, dunque, il cui entusiasmo raccoglie il consenso dei cittadini, sempre più lontani dalla vecchia guardia della politica. Gragnano docet.


martedì 5 ottobre 2021 - 18:01 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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