Cronaca

Castellammare - Il dolore per Aurora e l'abbraccio della città che ha commosso una famiglia

Il padre della 19enne morta durante una gita scolastica ricorda sui social i momenti della tragedia e ringrazia gli stabiesi per la straordinaria solidarietà ricevuta. Ieri la messa a Batignano tra commozione e solidarietà.


   Foto dal web

Il cuore degli stabiesi omaggiato dal padre di Aurora, la giovane di 19 anni morta in seguito a un infarto mentre era in gita su un traghetto. La ragazza, in viaggio con l’Istituto superiore per geometri Manetti-Porciatti di Grosseto, si sarebbe accasciata a terra una volta rientrata nella cabina. Nonostante i soccorsi, per lei non c’è stato nulla da fare.

A un anno dalla tragedia, il padre ha voluto condividere sui social un lungo e toccante messaggio, raccontando passo dopo passo quei terribili momenti che lo hanno portato alla notizia della morte della figlia. Un ricordo doloroso e indelebile, segnato però anche dai gesti di grande generosità del popolo di Castellammare di Stabia.

«Buonasera a tutti, scusate se approfitto di questo bellissimo gruppo, ma vorrei dirvi alcune cose. Mi chiamo Paolo, sono di un piccolo paesino vicino a Grosseto, Batignano, e sono il babbo di Aurora Bellini, quella ragazza di 19 anni che esattamente un anno fa, il 18 marzo 2025, è deceduta in nave nel tragitto Napoli-Palermo durante una gita scolastica.

Alle 2:28 della notte del 18 marzo ricevetti la telefonata in cui mi dicevano che Aurora aveva avuto un malore e dovevano portarla urgentemente all’ospedale di Sorrento perché stava molto male. Io e mia moglie ci siamo messi subito in viaggio, sconvolti dalla notizia, con le lacrime che mi confondevano la vista mentre guidavo. Dopo un po’ ci hanno contattato dicendoci di non andare più a Sorrento, ma di recarci alla Capitaneria di porto di Castellammare: il perché era ormai chiaro. Aurora non ce l’aveva fatta.

Sconvolti dal dolore, soli e lontani da casa, una volta arrivati in Capitaneria ci è stata purtroppo confermata la tragedia. Ma è successo qualcosa che non ci saremmo mai aspettati, ed è proprio questo il motivo di qu

esto post: siamo stati accolti in una maniera incredibile. Tutto il personale della Capitaneria si è messo a nostra disposizione, coccolandoci e facendoci sentire come a casa, come in famiglia, quasi a proteggerci dal grave lutto che ci aveva colpito.

Abbiamo percepito tutto l’amore che queste magnifiche persone ci stavano dimostrando. Tutti, davvero tutti. Ma non solo: quando si è diffusa la notizia, ci è capitato di entrare in qualche negozio per comprare qualcosa e, riconoscendo il nostro accento toscano, non sono mai mancate parole di conforto, abbracci e anche qualche lacrima da parte di gestori e clienti.

Non voglio dilungarmi oltre e concludo ringraziando con tutto il cuore tutte le persone che abbiamo incontrato: il signor Ciro, titolare del B&B che ci ha ospitato per una settimana senza volere nulla in cambio; i ragazzi del bar all’interno della Capitaneria, che ci hanno sempre offerto colazioni e caffè; i cuochi della mensa; il signor Nunzio della Guardia di Finanza, al quale auguriamo di stare meglio; il sindaco Luigi Vicinanza; il vicecomandante Raffaele, che si è preso cura di noi come un fratello.

Infine, il comandante Andrea Pellegrino, una persona straordinaria, di una sensibilità rara: sempre un passo indietro, ma costantemente presente. Ancora oggi si preoccupa per noi, chiamandoci e scrivendoci per sapere come stiamo.

Grazie, grazie davvero a tutti gli stabiesi e a questa splendida città che, nonostante il dolore, ci è rimasta nel cuore. A presto». 

Ieri pomeriggio, nel comune di Batignano, dove Aurora viveva, si è tenuta una messa in suo ricordo a un anno dalla scomparsa. Momenti di grande commozione nella chiesa di San Martino Vescovo, culminati con il lancio di palloncini viola all’esterno della chiesa, in memoria della giovane.


giovedì 19 marzo 2026 - 14:45 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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