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Castellammare - Il destino delle Nuove Terme in 20 giorni, si attende l'ok dei creditori al concordato

per la mole debitoria di Sint. Manca il nulla osta di tutti gli altri creditori che dovranno esprimersi a breve, eccetto un unico parere positivo pervenuto oggi. Il termine ultimo ad inizio febbraio.

di red


Nel corso dell’udienza odierna, il Comune di Castellammare ha dato l’ok alla proposta del concordato Il destino degli immobili delle Nuove Terme in 20 giorni. Questo è il termine che il tribunale ha imposto oggi come limite per i creditori che devono ancora esprimersi in merito alla proposta di concordato della Sint, la partecipata comunale in liquidazione che detiene il patrimonio immobiliare delle Terme del Solaro. Il liquidatore Vincenzo Sica era presente stamattina presso il tribunale di Torre Annunziata, in occasione dell’udienza a cui ha preso parte anche una delegazione dei lavoratori termali con i propri legali. Il Comune di Castellammare di Stabia ha dato l’ok al concordato, al pari di un altro creditore presente in aula. Ma sulla posizione assunta dal Comune c’è una discussione in atto per verificare se anche il parere dell’ente comunale ha valenza nel voto, dato che è socio al 100% della Sint. Un dato su cui il tribunale dovrà valutare, in attesa di capire se

gli altri creditori, circa 30, si aggiungeranno all’accordo per il concordato, che potrà passare esclusivamente se almeno il 50% degli aventi diritto al credito (calcolato non sulla base del numero complessivo dei creditori, ma piuttosto in base all’importo complessivo del credito che la Sint dovrà corrispondere) si esprimerà favorevolmente. Il silenzio, nella vicenda in oggetto, equivale a un dissenso. Ed è proprio per questo motivo che il tribunale ha notificato nuovamente la richiesta a tutti i creditori che non si sono ancora esposti, fissando in 20 giorni il termine ultimo per esprimersi. Una scadenza tassativa, da cui dipenderanno le sorti del patrimonio immobiliare delle Nuove Terme, su cui pende sempre la scure della sentenza relativa ai termali, che in appello hanno vinto la causa contro Sint per essere riammessi nell’organico della partecipata. Se la Cassazione dovesse dare ancora ragione ai termali, le sorti del patrimonio immobiliare saranno praticamente già segnate.


martedì 18 gennaio 2022 - 17:50 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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