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Castellammare - Il Consiglio di Stato chiude la battaglia legale: via libera al B&B nella storica stazione EAV

Svolta definitiva per l’ex stazione Castellammare Terme. Il Consiglio di Stato annulla senza rinvio la decisione del Tar Campania e dichiara improcedibile il ricorso presentato nel 2019 dalla Blue Sea srl. Si apre la strada alla trasformazione della storica struttura di via Acton in attività turistico-ricettive e commerciali.


Dopo anni di ricorsi, polemiche politiche e battaglie amministrative, arriva la parola fine sulla vicenda dell’ex stazione EAV di Castellammare Terme. Il Consiglio di Stato - come riporta oggi il quotidiano Metropolis - ha annullato senza rinvio la precedente decisione del Tar Campania, dichiarando improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il primo ricorso presentato nel 2019 dalla società Blue Sea srl.
Una pronuncia di natura tecnica che, però, produce effetti concreti e significativi: viene definitivamente spianata la strada al progetto di riconversione della storica stazione ferroviaria di via Acton in una struttura destinata ad accogliere attività turistico-ricettive e commerciali.
La decisione chiude uno dei contenziosi urbanistici più discussi degli ultimi anni a Castellammare di Stabia, legato al futuro di un edificio simbolo della città delle Acque.

Un edificio storico firmato da Marcello Canino
La struttura interessata dal progetto è la storica stazione delle Antiche Terme, realizzata negli anni Quaranta su progetto dell’architetto Marcello Canino, figura di primo piano dell’architettura italiana del Novecento.
L’immobile, situato in una posizione strategica tra il mare e il complesso termale stabiese, da anni versa in uno stato di sostanziale inutilizzo dopo la dismissione della fermata ferroviaria.
Proprio il recupero dell’edificio aveva spinto EAV ad avviare un percorso di valorizzazione attraverso l’affidamento degli spazi a soggetti privati interessati a sviluppare attività economiche e ricettive.

Come nacque il caso nel 2019
La vicenda esplose nella primavera del 2019 quando EAV pubblicò un bando per l’assegnazione dei locali della stazione a privati. Il progetto prevedeva la realizzazione di un bed and breakfast, oltre all’insediamento di attività commerciali e di somministrazione.
L’operazione suscitò immediatamente un acceso dibattito politico e istituzionale.
Da un lato vi era chi sosteneva la necessità di recuperare una struttura abbandonata da anni, dall’altro chi riteneva prioritaria la riattivazione della fermata ferroviaria al servizio delle Antiche Terme e del lungomare stabiese.
Particolare clamore suscitò anche il canone previsto dall’affidamento, quantificato in circa 350 euro mensili, cifra che alimentò critiche e interrogativi sull’operazione.

Le polemiche politiche e i ricorsi
Nei mesi successivi il progetto finì al centro di numerose contestazioni.
Diversi esponenti dell’opposizione chiesero chiarimenti sulla destinazione futura della s

truttura e sulla compatibilità urbanistica dell’intervento. Alcuni amministratori e consiglieri comunali sollecitarono EAV a sospendere l’assegnazione, sostenendo che la priorità dovesse restare il recupero della funzione ferroviaria della stazione.
La questione approdò anche davanti ai giudici amministrativi. Nel corso degli anni si sono susseguiti ricorsi, sospensive e pronunce che hanno rallentato l’attuazione del progetto, alimentando una lunga incertezza sul destino dell’immobile.

Nel 2023 il Tar Campania aveva nuovamente affrontato il tema, pronunciandosi contro la realizzazione delle attività ricettive e commerciali previste nella struttura.

La decisione del Consiglio di Stato
L’ultimo capitolo della vicenda arriva ora con la sentenza del Consiglio di Stato.
I giudici di secondo grado hanno annullato senza rinvio la precedente decisione del Tar, dichiarando improcedibile il ricorso originario del 2019 per sopravvenuta carenza di interesse.
In termini pratici, la pronuncia elimina l’ostacolo giudiziario che per anni ha accompagnato il progetto di riconversione della stazione.
La sentenza non entra nel merito delle valutazioni urbanistiche o commerciali dell’intervento, ma determina comunque un effetto sostanziale: il percorso amministrativo per la trasformazione della struttura può proseguire senza ulteriori vincoli derivanti da quel contenzioso.

Turismo e rigenerazione urbana: quale futuro per l’ex stazione?
La decisione riapre il dibattito sul futuro dell’area delle Antiche Terme, considerata una delle zone più strategiche per il rilancio turistico di Castellammare di Stabia. Così come sulla riapertura della stessa stazione, ripristinando le fermate dei treni EAV. Magari dopo questa sentenza la società regionale dei trasporti ripenserà alla riapertura della stazione.

I sostenitori dell’intervento ritengono che il recupero della stazione possa rappresentare un tassello importante nel processo di valorizzazione del waterfront cittadino e dell’intero comparto termale, fermo da anni in attesa di una definitiva rinascita.

Resta invece aperta la discussione tra quanti continuano a considerare fondamentale il ripristino della fermata ferroviaria e coloro che vedono nella destinazione turistico-commerciale una concreta opportunità per restituire funzione e decoro a un edificio storico rimasto a lungo inutilizzato.

Dopo sette anni di scontri amministrativi e giudiziari, però, una certezza emerge con chiarezza: la lunga battaglia legale sulla stazione delle Antiche Terme sembra essere arrivata al suo epilogo definitivo.

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domenica 31 maggio 2026 - 07:59 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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