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Castellammare - Il Comune punta a riprendersi la concessione delle acque, pronta l'offerta per la gestione delle fonti messe a bando dalla Regione

La necessità di recuperare le concessioni diventa determinante per evitare che eventuali imprenditori intenzionati ad investire sullo stabilimento di via Brin si ritrovino a far fronte ad un conflitto di gestione con altri soggetti privati. L'Acqua della Madonna è stata posta a bando alla cifra di 540 euro all'anno.

di Giancarlo Esposito


Castellammare punta a riprendersi la concessione delle acque. Al bando pubblicato dalla Regione Campnia per le fonti Acidula Plinio e le fonti del gruppo Stabiano parteciperà anche il Comune di Castellammare di Stabia, che intende gestire lo sfruttamento delle acqueminerali per accrescere l'appetibilità del piano di rilancio delle Terme, arenatosi finora a causa del flop del project financing per le Antiche Terme e dell'assenza di proposte congrue di partnership con Comune e Sint nella stesura del piano industriale per il complesso del Solaro. La necessità di recuperare le concessioni diventa determinante per evitare che eventuali imprenditori intenzionati ad investire sullo stabilimento d

i via Brin si ritrovino a far fronte ad un conflitto di gestione con altri soggetti privati. La concessione messa a gara dalla Regione Campania avrà una durata di 15 anni a cifre decisamente basse. L'Acqua della Madonna, infatti, è stata posta a bando alla cifra di 540 euro all'anno, per un totale di 8100 euro per l'intero periodo della concessione, di gran lunga la proposta meno esosa tra le fonti in gara (Don Carlo, Ofelia, Lete, Ferrarelle II, Futurella). Si tratta del primo tentativo di vendita delle concessioni degli ultimi 15 anni, considerando che Stabia di Mare srl, società che si occupava dell'imbottigliamento dell'Acetosella prima del fallimento, operava con una sub-concessione.


lunedì 7 agosto 2017 - 12:32 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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