Cronaca

Castellammare - «Il clan D'Alessandro continua con gli affari illeciti»

È quanto scritto nell’ultima relazione semestrale che il ministero dell’Interno ha fatto al Parlamento attraverso le analisi della Direzione Investigativa Antimafia (Dia).

di Federica Rispoli


“A Castellammare di Stabia, nonostante le collaborazioni con l’autorità giudiziaria di alcuni elementi di spicco, il clan D’Alessandro continuerebbe nella gestione delle attività illecite”. È quanto scritto nell’ultima relazione semestrale che il ministero dell’Interno ha fatto al Parlamento attraverso le analisi della Direzione Investigativa Antimafia (Dia). La relazione della Dia riguarda il periodo dal 1 gennaio al 30 giugno 2015. L’Antimafia, insomma, sottolinea il ruolo di primo piano della cosca camorristica di Scanzano dopo il pentimento di Francesco Belviso alias “Ciccio il mister” e Renato Cavaliere. La Dia, inoltre, sottolinea che il clan è “affiancato da sodalizi satelli

te, tra cui il clan Cesarano” del rione Ponte Persica, al confine con Pompei, ma non solo. I D’Alessandro evitano da tempo i contrasti con i Mirano (o Maccaroni) del rione San Marco, gli Imparato del quartiere Savorito, i Matrone di Scafati, i Di Martino dei monti Lattari. “Il gruppo, oltre ad avere proiezioni in altre regioni ed all’estero – conclude l’Antimafia – risulterebbe attivo anche nei Comuni dei Lattari e sulla costiera sorrentina”. Nel mirino delle autorità in particolare gli affari del clan fuori dall’Italia: due estorsori dei D’Alessandro nel 2015 sono finiti in manette per avere chiesto una tangente ad un imprenditore che aveva deciso di acquistare in Romania una grande azienda agricola.


giovedì 28 gennaio 2016 - 16:54 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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