Le indagini in corso della magistratura, relativamente alla gestione del servizio di igiene urbana in città, stanno facendo tremare le mura, e non solo, a Palazzo Farnese. Le denunce lanciate dai lavoratori sui metodi utilizzati nel trattamento dei rifiuti nonché la gestione delle assunzioni del personale cominciano ad avere i loro effetti nelle stanze del Municipio stabiese. Ecco allora che il sindaco Gaetano Cimmino e l’assessore al ramo Gianpaolo Scafarto, provano a spostare l’attenzione sui dirigenti ed i tecnici a cui è affidato il compito di monitorare lo svolgimento dell’appalto. Con questo obiettivo hanno quindi redatto una nota indirizzata al dirigente del settore Ambiente, Giovanni Miranda, al rup Rosario Guerriero, al direttore dell’esecuzione del contratto Natale Cosenza e alla segretaria generale Loredana Lattene, in cui – alla fine di una lunga reprimenda - si chiede a tutti di «verificare se esistono i presupposti per revocare l’appalto d’igiene urbana ad Am Tecnology». Ma non solo. Allo stesso tempo, Cimmino e Scafarto ordinano di «preparare un nuovo Capitolato d’Appalto, per evitare affidamenti temporanei che graverebbero in modo significativo sulle casse comunali».
Una nota che segue quella dello stesso Scafarto dell’ottobre dello scorso anno nella quale si elencavano semplicemente alcuni punti che non andavano nella gestione dell’appalto di igiene urbana e per i quali l’amministrazione comunale chiedeva alla Am Tecnology di adoperarsi per risolvere quanto evidenziato. Di questi punti, secondo la nuova nota di Cimmino e Scafarto, «solo poche migliorie e proposte contenute nell’offerta tecnica avevano trovato attuazione». Quindi i due provano a prendersi qualche merito. «Solo a seguito delle nostre numerose segnalazioni si è registrata una timida inversione di tendenza rispetto al passato – si legge nella missiva che alterna toni pacati a vere e proprie reprimende per i
l personale dell’ente comunale - attraverso una riorganizzazione interna che ha consentito di migliorare l’attività, specie in quartieri dove la raccolta differenziata non veniva effettuata. Ma l’assetto costituito non ha trovato continuità e si è registrata pertanto un’ulteriore regressione».
Oltre alle note problematiche su cui indaga anche la magistratura, a Castellammare da tempo sono molte le lamentele dei cittadini. Strade spesso sporche e manutenzione del verde quasi assente. E questo solo per rimanere in tema con il servizio di igiene urbana. Ed è su questi punti che Cimmino e Scafarto sollecitano i destinatari della missiva affinchè verifichino sui motivi per cui «gli interventi previsti dal capitolato d’appalto al momento hanno trovato una parziale realizzazione». C’è quindi la consapevolezza che «il servizio reso non risulta in linea con l’offerta tecnica che ha determinato l’attribuzione di un punteggio tale da consentirle l’aggiudicazione della commessa, anzi, tutte le innovazioni ed i servizi ordinari ed aggiuntivi prospettati non sono stati neanche programmati». Ed è su queste basi che si fonda la richiesta del sindaco e dell’assessore di vagliare la possibilità di una revoca dell’appalto.
Ma per tirarsi fuori dagli impicci, i due politici puntano chiaramente il dito contro chi doveva controllare sui servizi offerti dalla ditta appaltatrice. «Tra le altre cose non vi era e non vi è traccia di alcun report consuntivo sui controlli di cui Am Tecnology aveva garantito l’esecuzione – si legge nella nota - , ed il servizio dedicato appariva sottodimensionato se non inadeguato, attese le plurime segnalazioni sulle modalità di esecuzione del servizio; non vi era traccia inoltre delle attività poste in essere per il puntuale controllo qualitativo dei rifiuti differenziati conferiti».