In una fase segnata dall’attenzione della commissione d’accesso su atti e affidamenti dell’ente, Luigi Vicinanza riesce ad essere "equilibrista" mentre nel centrosinistra si materialzzano i due volti del Pd e continua a mantenere solida e compatta la propria maggioranza consiliare mentre l’amministrazione è sottoposta a verifiche e tensioni crescenti.
Il gruppo dem - Roberto Elefante, Giusi Amato e Valeria Longobardi - resta allineato, così come la gran parte dei consiglieri di maggioranza, contribuendo a blindare l’azione amministrativa in un momento che, sulla carta, avrebbe potuto aprire crepe profonde. L’unica voce di dissenso strutturato è quella di Giovanni Tuberosa, mentre Maurizio Apuzzo porta in aula rilievi puntuali su dissesto idrogeologico e tutela del territorio, segnalando come nella stessa coalizione convivano fedeltà politica e sensibilità critiche. A restare su posizioni distanti rispett
o a Vicinanza è una fetta del Pd nazionale e regionale, vista anche la presa di posizione assunta da Piero De Luca, segretario regionale dem, dopo l'arrivo della commissione d'accesso, con parole che lasciavano presagire idee non proprio affini sulle scelte da adottare.
La situazione di stallo temporaneo si riflette anche nei banchi dell’opposizione. Il clima resta prudente: Stabia Unica prova a scalfire la cortina di riserbo che avvolge la minoranza, ma senza forzare lo scontro né alimentare escalation politiche. Ne emerge un equilibrio sottile, fatto di tensioni trattenute e calcoli strategici.
In questo scenario, Vicinanza si muove tra crisi e consolidamento, trasformando una fase di forte osservazione istituzionale in una prova di tenuta politica. Più che una semplice resistenza, il suo appare come un percorso di ricomposizione interna, capace - almeno finora - di garantire continuità amministrativa senza cedimenti visibili.