Un’appartenenza partitica risalente alla “Prima Repubblica” ed evolutasi durante la “Seconda”, dapprima verso il centrosinistra e successivamente verso il centrodestra. Rapporti con esponenti del mondo imprenditoriale vicino alla criminalità organizzata e portatori di interessi in relazione ad affidamenti di appalti pubblici, come emerge dagli atti processuali che ne testimoniano i legami con un costruttore legato a rapporti di vecchia conoscenza al padre Catello, ex dipendente comunale dell’ufficio tecnico fino al 2007.
Ma in particolare la commissione d’accesso prefettizia si è soffermata sulla sproporzione tra la dichiarazione dei redditi da lavoro dipendente e da lavoro autonomo (Cimmino è ingegnere) dell’ex sindaco rispetto al patrimonio immobiliare che ha accumulato insieme ai fratelli nel periodo compreso tra il 2013 e il 2018. Gli 007 della Prefettura hanno passato al setaccio l’intero patrimonio immobiliare del sindaco e della famiglia, per giungere alla conclusione di una sproporzione ritenuta anomala. Ma a fare la differenza rispetto alla decisione del Prefetto e del Ministro di proporre lo scioglimento del consiglio comunale ci sarebbe la rete degli affidamenti diretti che tra il 2018 e il 2020 avrebbe riguardato ditte collegate a soggetti connessi da rapporti di parentela con famiglie malavitose.
Nello scenar
io descritto dai commissari, in realtà, ci sono anche i legami familiari e le connessioni di diversi esponenti dell’amministrazione, di maggioranza e opposizione, con soggetti mafiosi o persone legate alla criminalità. Sono 9 i consiglieri citati nelle carte, tra cui 5 di maggioranza e 4 di opposizione, con rapporti diretti o parentele con esponenti dei clan D'Alessandro e Cesarano.Risultano, in particolare, i rapporti intrattenuti da un consigliere di maggioranza con una persona condannata nell'ambito dell'inchiesta Golden Goal per le scommesse sportive, e la presenza di una consigliera di opposizione nell'autovettura in occasione di un agguto di camorra contro un esponente del clan Cesarano. Ci sono poi parentele dirette di consiglieri, con genitori o coniugi condannati per vicende criminose o fratelli coinvolti in inchieste di camorra. O altri per i quali c'è parentela diretta col clan.
Il capitolo successivo riguarda due assessori della giunta Cimmino: uno di essi intercettato mentre si intratteneva al telefono con il costruttore con cui “si mostrava in confidenza”, e un altro ritenuto una persona molto vicina ad Adolfo Greco. Un insieme di relazioni familiari e di collegamenti con soggetti criminali che, secondo gli 007, sarebbe sintomatico di uno scenario inquinato, al punto da indurre il Consiglio dei Ministri a sancire lo scioglimento del consiglio comunale.