Ad una settimana dal voto, si anima il dibattito politico in merito all'housing sociale. Secondo il candidato sindaco di Liberi e Uguali, Tonino Scala, e Antonio Pannullo, ex primo cittadino, sarebbe opportuno fare luce sulle ragioni che hanno spinto gli ex consiglieri a decretare la fine dell'amministrazione. Infatti, due giorni dopo lo scioglimento, era in programma un consiglio comunale con all'ordine del giorno la riduzione da € 2700,00 ad € 1700,00 a mq il costo delle case in housing a favore delle giovani coppie e dei ceti meno abbienti. Provvedimento che non è stato mai votato. A riguardo, il candidato sindaco del centrodestra, Gaetano Cimmino, ha invece così commentato: «L'amministrazione Pannullo era in crisi fin dal momento del suo arrivo a Palazzo Farnese. Tutti ricordano le dichiarazioni del sindaco in merito alle infiltrazioni della camorra nella sua squadra di governo. L'housing sociale è un punto importante invece per la nostra amministrazione. Per anni il mercato immobiliare stabiese ha subito un aumento vertiginoso del costo delle case arrivando a circa 4000 euro mq nei rioni popolari e 7/8000 in centro. Questo è avvenuto a causa dei vincoli urbanistici che per anni hanno ingessato la città, creando una bolla speculativa per i proprietari di immobili a causa del l’impossibilità di nuove edificazioni. Il tutto ha provocato l'emigrazione delle giovani coppie e di tante famiglie verso paesi più vicini dove il mercato immobiliare si aggirava su prezzi da 2300 a 3200 euro mq».
«Da qualche anno tutto è cambiato - ha continuato Cimmino -. I prezzi sono cominciati a calare e si sono aperte nuove speranze per i giovani desiderosi di rimanere nella propria città di origine. Ciò che per anni è stato ostacolato da d
iverse fazioni politiche, tranne noi, oggi è diventata un'opportunità per la ripresa economica, per combattere il calo demografico e per la ripresa dell’edilizia da anni in crisi. Noi daremo ordine alla materia senza generare una voluta confusione, a volte solo per strumento politico. Vareremo due tipi di programmi: uno per edilizia residenziale pubblica con contributi pubblici in cui, così come previsto da leggi nazionali e Cassa Depositi e Prestiti, indicheremo un valore al mq di euro 1600/1800; l'altro di edilizia privata convenzionata senza accesso a fondi pubblici in cui indicheremo valore dell’housing, secondo le leggi nazionali, a circa 2600€. In questo modo gli imprenditori che godranno del beneficio di contributi pubblici avranno il limite di cedere appartamentii ad un prezzo e chi utilizzerà risorse proprie avrà la possibilità di cedere ad un prezzo leggermente maggiore».
A commentare il caso anche Andrea Di Martino, candidato sindaco di una maxi coalizione di civiche: «Castellammare non ha bisogno di nuove case, la scommessa si gioca sulla ristrutturazione dei palazzi fatiscenti del centro antico. In questa città servono più spazi verdi e per lo sport dei giovani. Dietro de Angelis e Cimmino si scontrano due lobby di potere. Sono loro il partito dello scioglimento. Abbiamo firmato il Patto dell'Amministrazione condivisa garantendo alle associazioni di fare scelte partecipate e così accadrà. Agli imprenditori diciamo che governeremo confrontandoci con tutti nel rispetto delle regole. Questo vale anche per l'applicazione della legge regionale sull'housing sociale. A vincere devono essere le idee migliori per la città e non quelle di amici e gruppi di potere. La nostra è una Castellammare senza padrini e padroni».