Quella che è iniziata sarà l’estate più caotica vissuta da Castellammare di Stabia negli ultimi decenni. E non solo per la villa comunale chiusa ed inutilizzabile. Non solo per il numero di extracomunitari che vendono merce contraffatta in quel che rimane del lungomare stabiese. Non solo per il traffico che paralizza gran parte della città ad ogni ora del giorno e della notte. Non solo per la mancanza di lavoro che tiene sulle corde tantissime famiglie. Ma anche, e soprattutto, per la sfiducia che ormai ha pervaso ogni singolo stabiese. Sfiducia per ciò può riservare il futuro a questa martoriata città.
Una sfiducia che però non ha ancora contagiato i più piccoli. Con la tenerezza ed ingenuità che li contraddistingue credono ancora nei miracoli, credono che qualcosa si possa ancora fare per la loro città. Ed è per loro che anche gli adulti non devono mollare, crederci e lottare per Castellammare. Ma, allo stesso tempo, p
retendere da chi ci governa di compiere appieno il ruolo per cui sono stati scelti dalla gente. Il ruolo che loro stessi hanno scelto e si sono proposti. Quindi, pretendiamo da sindaco, dalla giunta, dalle istituzioni che facciano il loro dovere, ci diano i servizi per cui paghiamo salatissime tasse.
Ed è quello che chiede Rita al sindaco Antonio Pannullo, con una breve ma sintomatica lettera:
Sig. Sindaco Pannullo,
mi chiamo Rita Vitiello e ho 11 anni. Le scrivo per chiederli di far riparare al più presto la villa comunale perché mio padre non sta lavorando e non andrò in vacanza. Quindi passerò l’estate a Castellammare di Stabia e vorrei poter andare almeno a passeggiare in villa.
Spero che leggerà la mia lettera.
Cordiali saluti
Rita Vitiello
P.S. Potrebbe abbassare anche il prezzo delle spiagge?