C'è anche il bacino di costruzione esterno del cantiere navale per la realizzazione del porto crocieristico “Stabia Porto di Pompei” tra le idee di progetto che il Comune proverà ad includere nell'ambito del Grande Progetto Pompei. Questa è la novità principale di un percorso che l'amministrazione comunale ha intenzione di portare avanti per intercettare i fondi necessari per il rilancio economico e turistico della città di Castellammare di Stabia. Un intervento da 328 milioni di euro che segnerebbe una svolta non solo per le prospettive delle tute blu, da anni in attesa di un piano di sviluppo per lo stabilimento stabiese che non si limiti esclusivamente a commesse estemporanee e a tronconi di navi, ma anche per l'intero territorio, dato che l'inclusione di Castellammare di Stabia tra le tappe crocieristiche andrebbe ad incrementare in maniera imponente il numero di turisti destinati ad approdare nella Città delle Acque.
Si tratta, però, esclusivamente di linee guida e non di progetti veri e propri, dato che la realizzazione del bacino di costruzione per ora è ferma allo studio di fattibilità elaborato dalla società Rina Services Spa. Non sarà certamente agevole innestarsi sul solco del Grande Progetto Pompei e strappare una somma così ingente nell'ambito del miliardo e 300 milioni destinato ai Comuni del circondario della città degli Scavi.
I restanti progetti, inoltre, sono perlopiù attinenti al DOS, il Documento di Orientamento Strategico risalente al 2009 all'epoca dell'amministrazione Vozza. Da Bobbio in poi, invero, quei progetti sono rimasti soltanto su carta, anche in ragione della difficoltà nel mettere a punto una strategia atta a reperire fondi utili per la loro esecuzione. A destare perplessità, in particolare, sono le linee gu
ida relative alle Terme, per le quali è prevista la realizzazione del centro congressuale e del centro di riabilitazione presso il parco delle Nuove Terme, mentre per le Antiche Terme si parla di solarium, piscina termale e hammam, progetti di assoluto rilievo se non fosse per l'assenza di un piano industriale che dovrebbe essere redatto entro metà novembre. Se l'amministrazione ha già le idee chiare su quello che intende realizzare, a cosa servirà dunque l'advisor?
Interessante è anche l'idea della ristrutturazione dell'ex Colonia dei Ferrovieri, da trasformare in un complesso polifunzionale dotato di piscina comunale, spazi per il tempo libero e attività culturali. Un progetto ancora privo dello studio di fattibilità e in contrasto con l'ipotesi di convertire l'ex Colonia in una struttura ricettiva, l'idea più in voga negli anni passati.
Particolarmente elaborata è l'ipotesi di dismissione della linea della Ferrovia dello Stato con riconversione in tram veloce Torre Annunziata-Castellammare-Gragnano, mentre su Corso de Gasperi si valuta la riconversione delle industrie dismesse sul waterfront e il masterplan è ancora in corso di elaborazione da parte dell'amministrazione in attuazione del DOS, un progetto, quest'ultimo, le cui linee guida sono ancora piuttosto oscure.
Un pacchetto da oltre 430 milioni per Castellammare, dunque, ma è decisamente ardua l'impresa di includere tutte le idee all'interno del Grande Progetto Pompei. Per il Comune stabiese, però, ci sono altre importanti chance provenienti dai fondi europei PICS e dall'inclusione nelle aree di crisi industriale e nelle zone economiche speciali (ZES), finanziamenti a cui la Città delle Acque può provare ad attingere per segnare finalmente un punto di svolta e rilanciarsi in maniera definitiva.