Tornare a parlare del futuro della ferrovia Gragnano-Castellammare di Stabia e, soprattutto, evitare la definitiva rimozione dei binari. È la proposta rilanciata dall’AEC, che chiede di cambiare prospettiva sulla storica infrastruttura ferroviaria, inutilizzata da anni ma considerata dall’associazione ancora strategica per il territorio.
L’idea è quella di conservare la sede ferroviaria e recuperare la linea per finalità turistiche, inserendola nel progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS e nell’elenco delle ferrovie turistiche previsto dalla legge n. 128 del 9 agosto 2017.
Per l’AEC, il recupero della tratta potrebbe rappresentare un'opportunità per valorizzare il patrimonio storico e industriale dell'area stabiese e, allo stesso tempo, sviluppare una nuova forma di turismo legata ai treni storici.
Una linea legata alla storia industriale di Gragnano
La ferrovia è strettamente legata alla storia economica di Gragnano, città conosciuta in tutto il mondo per la produzione della pasta. La linea ferroviaria, inaugurata nell'Ottocento, consentiva di collegare il territorio con Torre Annunziata e con il porto di Castellammare di Stabia.
Un'infrastruttura che per decenni ha favorito gli scambi commerciali e il trasporto delle materie prime e dei prodotti finiti, mettendo in collegamento pastifici, mulini, attività commerciali e infrastrutture portuali.
Secondo la ricostruzione rilanciata dall’AEC, già tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento la produzione pastaia gragnanese aveva raggiunto una dimensione internazionale. Alcune pubblicazioni statunitensi del 1896 citavano infatti le imprese esportatrici della città, mentre nei primi anni del Novecento la provincia di Napoli rappresentava una delle principali aree italiane per l'esportazione della pasta.
Anche l'urbanistica di Gragnano sarebbe stata condizionata dall'attività dei pastifici. Un esempio è rappresentato da via Roma, dove la pasta veniva tradizionalmente lasciata essiccare all'aria aperta sfruttando le particolari condizioni climatiche della zona.
Dal BRT al tram: le ipotesi sul futuro della sede ferroviaria
La linea è oggi inutilizzata e in diversi punti la vegetazione ha progressivamente riconquistato la sede ferroviaria. Negli anni sono state avanzate diverse proposte per il recupero e la riconversione dell'infrastruttura.
Tra le ipotesi c'è stata quella di trasformare l'ex sede ferroviaria in una corsia riservata per un Bus Rapid Transit (BRT), con l'utilizzo di autobus elettrici.
Successivamente è stata pros
pettata anche la realizzazione di un tram leggero elettrico a batteria, accompagnato da una pista ciclopedonale e dal recupero dei ponti presenti lungo il tracciato.
Progetti che, secondo l’AEC, dovrebbero essere messi a confronto con un'altra possibilità: mantenere la destinazione ferroviaria della linea e recuperarla per il trasporto turistico.
L’AEC guarda a “Binari senza tempo”
È proprio da qui che nasce la proposta dell'associazione: inserire la Gragnano-Castellammare nel progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS, programma nato per recuperare e valorizzare alcune linee ferroviarie storiche italiane attraverso itinerari con treni d'epoca.
Parallelamente, l’AEC propone l'inserimento della tratta nell'elenco delle ferrovie turistiche previsto dalla legge n. 128 del 2017.
L'obiettivo sarebbe quello di preservare l'infrastruttura e creare le condizioni per una futura riapertura ai treni storici, trasformando la linea in un itinerario capace di raccontare la storia industriale e culturale del territorio.
Una nuova opportunità per turismo e territorio
Secondo l'associazione, la vecchia ferrovia potrebbe diventare molto più di una semplice infrastruttura recuperata. Il percorso potrebbe infatti collegare la storia della produzione pastaia di Gragnano con quella ferroviaria e portuale di Castellammare di Stabia, creando un itinerario turistico basato sul patrimonio industriale e ferroviario.
Un modello che, nelle intenzioni dell’AEC, potrebbe attrarre appassionati di treni storici e visitatori interessati alla storia del territorio, contribuendo allo stesso tempo alla promozione di Gragnano e dell'area stabiese.
«Non rimuovere i binari»
Il punto centrale della proposta è quindi la contrarietà alla rimozione definitiva dei binari.
Per l’AEC, eliminare ciò che resta della linea significherebbe rinunciare definitivamente alla possibilità di recuperare l'infrastruttura per un utilizzo ferroviario, mentre la sua conservazione consentirebbe di lasciare aperta una prospettiva futura.
Il dibattito sul destino della ferrovia Gragnano-Castellammare torna così al centro dell'attenzione. Da una parte le ipotesi di riconversione in infrastruttura per la mobilità sostenibile, dall'altra la proposta di conservare la ferrovia e trasformarla in una linea turistica.
Una discussione che riguarda non soltanto il destino dei binari, ma anche il modo in cui il territorio intende valorizzare la propria storia industriale e trasformarla in una possibile risorsa per il futuro.