«Giunta si giunta no. E' questo il tormentone del neo sindaco. In attesa che il centro destra sistemi i propri affari e tornaconti elettorali, la nostra città perde acqua da tutte le parti. La prima promessa di Gaetano Cimmino fatta agli stabiesi è venuta meno: in dieci giorni, aveva detto, nominerò la giunta. E invece a circa a un mese dalla vittoria elettorale le beghe politiche hanno preso il sopravvento: veti incrociati e minacce a suon di social da parte di autorevoli esponenti del centrodestra stanno impedendo di dare un governo alla città che nel frattempo sprofonda nel degrado totale e nella mancata vigilanza». E’ questo il duro commento che arriva dalla lista Bene Comune che fa capo all’ex sindaco Nicola Cuomo e che, alle appena concluse elezioni, ha sostenuto al candidatura a sindaco di Andrea Di Martino.
«Sarà forse un caso – proseguono - ma certo è che gli episodi di malavita e degrado sono aumentati. Sempre più frequenti sono gli incidenti stradali e le zuffe anche con vittime capitati ultimamente in luoghi noti per tristi vicende sen
za che siano stati presi provvedimenti seri. Per non parlare dell'aumento dei furti, l'ultimo di qualche giorno fa che ha colpito addirittura tre appartamenti del centrocittà. Dalle risse alle vendette trasversali, agli episodi ti teppismo in pieno centro città a cospetto di cittadini sconvolti e bambini impauriti. E’ davvero troppo per una città che vuole vivere di turismo. Episodi spesso gravissimi che finisco nel sangue e che alimentano la paura dei cittadini stabiesi di potersi fare anche una semplice passeggiata in villa comunale. A tutto questo non vi è alcuna risposta seria e concreta da parte dell’immobile Gaetano Cimmino e della sua coalizione che aveva promesso lotta al disordine e posti lavoro. Temiamo purtroppo che sarà la solita giunta dei palazzinari e delle clientele iniziate già con la spartizione vergognosa degli scrutatori in occasione delle elezioni. A tutto questo diciamo basta e invitiamo Cimmino e la sua sgangherata coalizione a finirla con le beghe e gli interessi spartitori per una poltrona a palazzo Farnese e a prendersi finalmente cura della città».