C’è una città che da anni combatte con il cemento fuori legge e con i tempi lunghi delle ruspe amministrative. E c’è un Comune che adesso prova ad accelerare, mettendo nero su bianco un nuovo piano per demolire immobili abusivi e intervenire sugli edifici destinatari di provvedimenti repressivi.
Con una determina dirigenziale del Settore Urbanistica, Palazzo Farnese ha avviato l’iter per un nuovo accordo quadro triennale da quasi 451mila euro, destinato all’esecuzione di lavori di demolizione e opere edilizie sugli immobili finiti nel mirino dei procedimenti comunali.
L’obiettivo viene dichiarato apertamente nel documento amministrativo, che fotografa la volontà dell’ente di stringere i tempi sul contrasto all’abusivismo edilizio. «Il Comune di Castellammare di Stabia nel corso del tempo è stato interessato da fenomeni di abusivismo edilizio sia su proprietà private che su suolo pubblico», si legge nella determina. E ancora: «è interesse prioritario di questa Amministrazione assicurare la conclusione delle procedure antiabusivismo mediante demolizione dei fabbricati illegittimi».
Per dare maggiore forza operativa agli interventi, già nei mesi scorsi il Comune aveva istituito una struttura dedicata. Nel provvedimento si ricorda infatti che è stata costituita una «Task force per la gestione delle procedure di antiabusivismo mediante demolizione dei fabbricati illegittimi», incaricata di seguire le attività e predisporre la documentazione tecnica.
La macchina comunale, del resto, ammette di non poter procedere autonomamente. Nella determina si chiarisce infatti che «l’Ente non dispone dei mezzi e delle maestranze specializzat
e per l’esecuzione dei lavori in oggetto», rendendo «necessario pertanto provvedere all’indizione di apposita procedura di gara per l’affidamento dei lavori ad operatore economico esterno all’Ente specializzato nel settore».
Da qui la scelta di un accordo quadro della durata di 36 mesi, uno strumento che consentirà di intervenire progressivamente sui singoli casi senza dover indire ogni volta nuove gare. L’importo complessivo previsto è di 450.970 euro, di cui 396mila euro per i lavori e circa 55mila euro di somme a disposizione dell’amministrazione, comprendenti Iva, incentivi tecnici e costi accessori.
Il sistema scelto lascia però margini di flessibilità: non esiste un calendario prestabilito delle demolizioni e gli interventi saranno attivati progressivamente. Come specifica il documento, «l’entità degli interventi sarà stabilita di volta in volta dal Direttore dei Lavori (DL) che potrà decidere nell’arco dell’intero periodo contrattuale di avviare appositi contratti attuativi».
La gara avverrà tramite procedura negoziata senza bando, con l’invito ad almeno cinque operatori specializzati nella demolizione di opere, selezionati tra le imprese iscritte alla piattaforma telematica comunale e alla White List della Prefettura di Napoli. L’aggiudicazione avverrà con il criterio del prezzo più basso.
Sul piano finanziario, il Comune chiarisce che le somme utilizzate per gli interventi saranno anticipate dall’ente ma recuperate, almeno nelle intenzioni, nei confronti dei responsabili. La spesa, infatti, sarà «da recuperare in danno dei trasgressori inadempienti agli ordini di demolizione».