Cronaca

Castellammare - Giostrine, landmark, bagni e panchine, i dubbi del secondo tratto del lungomare

Ieri riaperto il secondo tratto della villa comunale con diverse perplessità. In attesa di riconsegnare l'area dei bagni pubblici, sono diverse le criticità riscontrate.

di Gennaro Esposito


E' stata riconsegnata, ancora parzialmente, la villa comunale alla città di Castellammare. In un anno di amministrazione, il sindaco Pannullo è riuscito a mantenere una promessa elettorale anche se con decine di difficoltà e cambiamenti in corso d'opera. Il rapporto teso, fino a qualche settimana fa, con Rf Appalti, non lasciava ben sperare. Con l'arrivo degli ultimi SAL e dei rispettivi stipendi, il clima si è ammorbidito anche se probabilmente alcune questioni verranno risolte in Tribunale.

L'apertura del secondo tratto, comunque, lascia ancora delle perplessità. La prima riguarda, inevitabilmente, la zona ancora recintata. Il sindaco, ieri, ha assicurato che in 15 giorni anche l'area delle toilette sarà completamente restituita ai cittadini. «Un piccolo problema tecnico» ha spiegato Pannullo. Intanto, nella settimana di Ferragosto, quando si attende un arrivo maggiore di visitatori, questa area sarà ancora chiusa con tutti i problemi del caso. La manutenzione dei bagni pubblici, comunque, sarà affidata alla stessa società che gestisce altri servizi simili in città. Secondo punto importante, le giostrine. I lavori si sono interotti a metà dell'area delle giostre che è quindi in parte ricoperta da pavimentazione in cemento e in parte da quella vecchia in tufo. Il progetto, infatti, prevedeva il taglio a metà della zona in questione. E' opportuno ricordare che i proprietari delle attività per bambini in questa area non si sono mai opposti ai lavori, anzi. Sarebbero stati disposti a collaborare per garantire una pavimentazione uniforme anche nella zona attualmente ricoperta dal vecchio tufo ma il progetto della Rf Appalti non ha preso in considerazione questa opportu

nità.

Da chiarire anche le panchine «a sarcofago», come le ha definite qualcuno, presenti alle spalle delle sedute vista mare (nei pressi dell'anfiteatro). Dalla bellezza discutibile, quest'ultime non possono essere utilizzate dai visitatori per ammirare eventuali spettacoli nel piccolo anfiteatro visto che le sedute presenti davanti bloccano la visuale. Esteticamente non eccelse e dalla posizione abbastanza inusuale, rappresentano una piccola anomalia progettuale. Sempre nella zona dell'anfiteatro fa discutere anche il landmark, una delle due costruzioni in cemento armato presenti sul lungomare. La cabina di regia per eventi avrebbe dovuto avere un faro costruito come due cubi sovrapposti, di cui quello superiore in cemento trasparente. Nulla di tutto questo è stato fatto: ora è una semplice struttura che potrebbe, nel peggiore dei casi, diventare ricettacolo di rifiuti.

Questione lapidi e Cassa Armonica: nel primo caso la ditta ha già assicurato la restituizione nelle zone del lungomare di tutte le targhe che riportano i nomi di tutti gli stabiesi che hanno reso grande Castellammare; per la Cassa Armonica, invece, discorso diverso. Quest'ultima ha bisogno di un restauro conservativo, con l'aiuto della Soprintendenza, oltre che la salvaguardia della struttura. In attesa che si compia il primo step, per il quale c'è il bisogno dell'aiuto anche della Regione, sarebbe opportuno recintare la Cassa Armonica per evitare atti vandalici così come ci sono stati in passato, come spiegano anche i membri di Piazza Attiva. Da rivedere anche il rappezzo fatto con l'asfalto sulla tratta dei binari nei pressi delle giostrine, «ciliegina» sulla torta finale di questi lavori in villa tutt'altro che perfetti.

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sabato 12 agosto 2017 - 15:03 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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