Cronaca

Castellammare - Gigio Donnarumma 'tradisce' il Milan, meglio un futuro Galattico o una vita da bandiera?

Il Milan aveva deciso di costruire quest'estate una squadra all'altezza del suo numero uno, ma il procuratore Mino Raiola ieri si è recato nella sede rossonera per chiudere ogni spiraglio di trattativa. E il Real Madrid si fionda già sul portiere stabiese.

di Mauro De Riso


Un tira e molla durato un mese prima di annunciare una scelta che farà ancora discutere. Gigio Donnarumma non rinnoverà il contratto con il Milan e fra un anno andrà in scadenza. Tanti saluti al Diavolo, dunque, e rotta verso altri lidi per il baby prodigio, originario di Castellammare di Stabia, che ha incantato il mondo con le sue parate e, soprattutto, con la sua precocità in un ruolo monopolizzato dalla vecchia guardia.

La dirigenza rossonera e i tifosi hanno percepito la sua deicsione come un “tradimento”, dato che Gigio è stato dirottato nel calcio che conta proprio dal Milan, che lo ha scovato mentre era ancora un bambino sul campo del Club Napoli e lo ha lanciato sul palcoscenico della serie A ad appena 16 anni. La favola di Donnarumma è quella tipica del predestinato. Ha esordito in serie A il 25 settembre 2015 contro il Sassuolo, schierato a sorpresa dal tecnico Mihajlovic al posto dell'esperto Diego Lopez.

A 16 anni e 8 mesi, è diventato il secondo più giovane portiere all'esordio di sempre dietro a Gianluca Pacchiarotti, che ha giocato nella massima serie con la maglia del Pescara nel 1980. A suon di parate, il ragazzo ha dimostrato di valere appieno sia la prestigiosa maglia da titolare del Milan sia la convocazione in Nazionale da parte del ct Giampiero Ventura, che ha aperto il suo ciclo con un simbolico passaggio di consegne tra il totem dei portieri italiani Gi

gi Buffon e il suo erede designato.

Donnarumma, tra l'altro, è anche il più giovane calciatore del dopoguerra ad aver indossato la maglia azzurra, terzo in assoluto se si scorrono le statistiche dell'inizio del secolo scorso, quando Gavinelli nel 1910 (16 anni 3 mesi e 8 giorni) e De Vecchi nel 1911 (16 anni 3 mesi e 23 giorni) hanno fatto meglio di lui.

Il Milan aveva deciso di costruire quest'estate una squadra all'altezza del suo portierone, inanellando acquisti di spessore e proponendo un rinnovo contrattuale a cifre da capogiro a Donnarumma, ma il suo procuratore Mino Raiola ieri si è recato nella sede rossonera per chiudere ogni spiraglio di trattativa e annunciare la ferale notizia che ha sconvolto non solo i tifosi del Milan ma anche tutto il calcio italiano. Chi pensava che Donnarumma potesse diventare una bandiera del suo Milan, squadra di cui è sempre stato tifoso sin da piccolo, si sbagliava.

E intanto il suo futuro sembra segnato. Il Real Madrid, vincitore di tre delle ultime quattro Champions League, sarebbe disposto a consegnargli la maglia numero uno e inserirlo nel novero dei Galacticos. E anche la Juventus vaglia l'opportunità di affidare a lui l'eredità di Buffon.

Ma conta di più il successo immediato o l'amore dei tifosi? Meglio un futuro da Galattico o una vita da bandiera? Un dilemma irrisolto, ma Donnarumma intanto ha già fatto la sua scelta.


venerdì 16 giugno 2017 - 08:30 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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