Cronaca
Castellammare - Gare di pesca nel Sarno
Ma sulle tavole di chi andranno a finire questi pesci?
di Tonia Afeltra
Riflettori puntati sul fiume Sarno e sui suoi orrorri. Ancora una volta, purtroppo. Al sito di Stabia Channel sono arrivate importanti segnalazioni che testimoniano fino a che punto si vive e si convive col degrado del fiume campano. Al consueto scenario di bottiglie di plastica e di animali che si abbeverano nelle acque inquinate, si affianca quello della pesca di vari tipi di pesce –altrettanto diffusa- nei pressi della foce. Anziani, bambini e uomini di mezza età: la routine non conosce degrado. La pesca è praticata in maniera disinvolta come si trattasse di un fiume qualsiasi e non di quello più inquinato d’Europa. “Alla foce del Sarno, cioè dove il fiume termina la sua corsa in mare aperto –spiega il segnalatore- ho potuto constatare con i miei occhi la pesca di pesci, in una foce inquinata da qualsiasi tipo di veleno.” A dirla lunga, più che le parole stesse, sono le immagini che, specie nel periodo delle festività, in cui il pesce è consumato in gran quantità, fanno molto riflettere.
Già, perché
; pare che alcuni “pescatori” abituali del posto raccontino dei loro record di pesca nelle acque della foce: una gran quantità di spigole (fino a cinque chili di peso), capitoni, polipi e cefali che chissà dove vanno e dove sono andati a finire. “Da questi pescatori è stato riferito pure che non sono gli unici a pescare in quella zona perché –a detta loro- è ben noto che pescherecci locali “buttino” le proprie reti in mare e che quel pescato con molta probabilità finisca sulle nostre tavole.” L’espressione-chiave di tutto ciò è “normalizzazione del degrado.E se ancora non si è convinti di ciò, basta osservare la foto in cui un bambino va a pesca nel Sarno con i suoi parenti; o ancora quella di un gruppo di pescatori che, con la massima tranquillità, si riunisce alla foce per battere il record di pesci pescati. Quanto di buono c’è in tutto ciò? Dove vanno a finire questi pesci? Sono queste le domande degli stabiesi e dei cittadini dei comuni attraversati dal Sarno. Interrogativi che aspettano una risposta ma che, per ora, provocano rabbia ed amarezza.
domenica 3 gennaio 2010
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