Nel tardo pomeriggio o alle prime ore del mattino, moltissimi contadini a Castellammare decidono di accendere arbitrariamente dei fuochi all’aperto costringendo molti residenti a chiudersi in casa. Si brucia di tutto: erbacce, sterpaglie, spesso anche rifiuti con grossi danni dal punto di vista ambientale. Nel periodo estivo, questi piccoli incendi diventano sempre più costanti tanto che molti Comuni del comprensorio stabiese hanno deciso di limitare l’accensione. E’ il caso di Santa Maria la Carità dove, grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale, il tutto dovrà avvenire solamente il martedì e il venerdì dalle ore 5 alle ore 7 e dalle 21 alle 23. Chiunque non rispetterà questi orari imposti dal Comune, andrà incontro a multe salatissime.
Castellammare, invece, da questo punto di vista è ancora molto indietro considerato che nessuna ordinanza
è in programma per limitare il problema. L’accensione dei roghi dei contadini si verifica nei quartieri periferici: CMI, Savorito, San Marco, Scanzano e molti altri ancora. Questi piccoli incendi, spesso, non sono neanche controllati dal singolo bracciante che lascia bruciare tutto il materiale della propria terra non più utilizzabile con grossi rischi per la natura intorno. E’ arrivato il momento, però, di regolamentare anche a Castellammare questo fenomeno che sta disturbando moltissimi cittadini stabiesi. Complice il fumo denso che provoca ogni singolo rogo, sono decine le famiglie che, nonostante il caldo estivo, sono costrette a chiudersi in casa per evitare di respirare l’aria non certo pulita. Il fenomeno dell’accensione delle sterpaglie ha ormai un’origine antichissima che si tramanda di generazione in generazione ma soprattutto in estate i problemi per i semplici residenti sono tantissimi.