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Castellammare - Fumata grigia in conferenza di servizi: primo stop per la rigenerazione del Savorito

Le titubanze riguardano l’assegnazione degli alloggi agli aventi diritto e la conformità del progetto al Puc. Perplessità superabili? Forse. Ma i tempi stringono.

di red


Primo brusco stop per il progetto di rigenerazione urbana del Savorito. La conferenza di servizi dello scorso 17 maggio in aula consiliare ha fatto emergere alcune perplessità espresse dai rappresentanti degli enti preposti ad esprimere il parere sulla progettualità che ha ricevuto un finanziamento da 15 milioni di euro di fondi Pnrr nell’ambito del Pinqua. In primis, la questione legata alle assegnazioni degli alloggi popolari, che andrebbero a coprire soltanto un terzo degli abitanti dei prefabbricati post-terremoto, in attesa del completamento del censimento in corso da diversi mesi per verificare il diritto abitativo degli inquilini delle case. Tra gli aspetti da chiarire, inoltre, c’è anche la questione legata alla conformità al Puc dell’intervento, dato che il piano di rigenerazione urbana con le nuove case al Savorito non sarebbe stato previsto nelle linee guida e nel preliminare del Piano urbanistico comunale. L’intervento, nello specifico, prevede la demolizione dei 192 alloggi presenti e di una struttura inizialmente destinata a plesso scolastico, allo scopo di realizzare 277 nuovi alloggi, di cui 79 di edilizia residenziale popolare, 139 in housing sociale a canone agevolato e 62 a libero mercato, a cui si aggiungono un polo per l’infanzia, negozi di vicinato, un centro commerciale naturale, un centro sportivo, aree verdi e aree di parcheggio. E proprio sulla distribuzione degli alloggi in edilizia popolare residenziale si concentra la prima questione, dato che le sole case in Erp sono troppo poche per le famigl

ie che abitano negli attuali prefabbricati. Diversa la questione se si tiene conto anche delle 139 case in housing sociale, sommando le quali si supera il numero delle attuali unità abitative occupate, ragion per cui gli aventi diritto potrebbero essere tutti coinvolti senza che nessuno resti fuori dalle assegnazioni. Riguardo al Puc, invece, la riqualificazione e rigenerazione non solo del quartiere Savorito, ma dell’intero ambito territoriale nord della città è prevista e richiamata con l’obiettivo specifico di “rendere tale parte di periferia un pezzo di città con caratteri ed identità ben definite cancellando l’immagine di quartiere dormitorio e di esclusione sociale”. Una conformità che, dunque, sembrerebbe trovare riscontro all’interno del Piano. Ma è altresì evidente che l’intoppo emerso nel corso della conferenza di servizi decisoria rischia di rappresentare un fardello pesantissimo per le prospettive del Savorito. In un progetto così delicato non sono ammesse forzature, ragion per cui comprensibilmente tutti i partecipanti della conferenza di servizi decisoria hanno scelto di andarci cauti. Se la situazione non dovesse sbloccarsi in tempi brevi, in ogni modo, il rischio è quello di ritrovarsi indietro rispetto alle scadenze previste dal Pinqua e dal Pnrr e di far sfumare un’altra occasione di rigenerazione del Savorito, dopo quella del Contratto di Quartiere, lasciando gli abitanti ancora nei prefabbricati, ad oltre 40 anni dal terribile sisma del 1980.


lunedì 23 maggio 2022 - 16:46 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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