«A Castellammare di Stabia (Na) si è respirato in campagna elettorale per le comunali un clima pesante. E dopo le denunce fatte dal candidato di Liberi e Uguali candidato a sindaco e dai rappresenti di lista di Leu nel giorno del voto, ora poniamo ufficialmente il problema al governo e al ministro dell’Interno». Lo afferma Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali, primo firmatario dell’interrogazione sottoscritta insieme ai parlamentari campani.
«Abbiamo deciso di portare il caso in Parlamento - prosegue l’esponente della sinistra - perchè vogliamo che il governo faccia chiarezza su una vicenda torbida che merita attenzione. Troppi episodi di foto nei seggi e di compravendita di voti fuori dai seggi si sono verificati, troppe pressioni dei clan camorristici sui candidati e sulle liste. Vogliamo
sapere - si legge nell’interrogazione di Leu - se dal Viminale nell’occasione del primo turno elettorale del 10 giugno scorso sono state disposte tutte le misure necessarie per impedire, bloccare ed eventualmente poter colpire fenomeni di condizionamento del voto. E se il 10 giugno, giorno dello svolgimento del voto, erano stati attivati tutti gli impianti di videosorveglianza di cui la città di Castellammare dispone, in particolare quelli che interessano i plessi scolastici sede di seggi elettorali. Vogliamo chiarezza e sapere - conclude Fratoianni - se tutto quello che poteva essere fatto sia stato messo in atto, anche per contribuire a successive indagini dell’autorità giudiziaria, per contrastare il condizionamento della camorra nel determinare gli esiti del voto e l’elezione di singoli consiglieri comunali».