La morte di Alfonso Fontana, avvenuta il 7 febbraio scorso a Torre Annunziata, potrebbe essere legata ad un furto subito in casa. I carabinieri hanno notificato un decreto di fermo a Catello Martino, accusato di essere l'esecutore materiale dell'omicidio. Martino, noto come 'o puparuolo, è stato trasferito nel carcere di Secondigliano dove si terrà oggi l'udienza di convalida dell'arresto.
Secondo le prime ipotesi, Fontana e un complice avrebbero rubato soldi, gioielli e orologi di lusso dall'appartamento di un familiare di Martino. Quest'ultimo avrebbe riconosciuto i ladri dalle registrazioni di un sistema di videosorveglianza e avrebbe deciso di vendicarsi uccidendo Fontana. Gli investigatori stanno cercando di capire se ci siano stati c
ontatti o minacce prima del delitto.
Le forze dell'ordine sospettano che Martino e i suoi familiari abbiano cercato di recuperare la refurtiva senza successo, decidendo quindi di commettere l'omicidio. Le indagini sono in corso per confermare questi sospetti e per identificare il complice di Martino, ancora in fuga. Restano da risolvere molti dettagli sull'omicidio, tra cui il motivo per cui Fontana si trovava a Torre Annunziata quel giorno.
Il fermo di Martino è stato possibile grazie alle immagini dei circuiti di videosorveglianza che hanno ripreso il delitto. I dettagli dell'abbigliamento dell'assassino hanno condotto le forze dell'ordine a individuarlo. Si sospetta che Martino potesse preparare una fuga prima di essere catturato.