Da tre settimane a casa, con febbre alta e tosse, ed ancora in attesa dell’esito del tampone. Per questo, è in auto isolamento presso il proprio domicilio insieme alla sua famiglia. Si tratta di F.C., 60enne fisioteraoista.
Il tutto ha avuto inizio il 17 marzo scorso quando, colpito da forte influenza, F.C. chiese al Dipartimento di Prevenzione di essere sottoposto a tampone. Una settimana dopo gli fu eseguito il tampone, unitamente alla moglie. Ad eseguirlo, ci ha raccontato, due squadre diverse del 118. In attesa, in maniera responsabile, si è sottoposto a quarantena in continuo contatto con il proprio medico curante. Con lui anche l’intero nucleo familiare composto dalla moglie, due figli ed il suocero ultranovantenne.
Ebbene, dal 24 mar
zo scorso l’uomo è ancora in attesa di conoscere l’esito del tampone. Mentre solo qualche giorno fa è giunto quello della moglie, positiva al Covid-19.
«Ci sono stati giorni in cui ho temuto il peggio – ci ha raccontato – Ho avuto anche febbre a 41. Pensavo di non farcela. Per fortuna sembra che il virus non sia riuscito ad attaccare le vie respiratorie. Alla mia età sarebbe stato devastante. Ora però sono preoccupato per mio suocero, novantenne. E ovviamente per mia moglie ed i miei figli. Assurdo che a 21 giorni non sono ancora riuscito ad avere l’esito del tampone».
Una problematica evidenziata anche da altri cittadini oltre che dagli stessi operatori sanitari dell’ospedale San Leonardo.