Dopo oltre un mese in cui è rimasto chiuso in casa con febbre alta e timore di aver contratto il virus, il fisioterapista stabiese – la cui storia avevamo raccontato il 5 aprile scorso – tira un sospiro di sollievo. Il tampone a cui era stato sottoposto è risultato negativo.
Il suo calvario aveva avuto inizio il 17 marzo scorso quando, colpito da forte influenza, F.C. chiese al Dipartimento di Prevenzione di essere sottoposto a tampone. Una settimana dopo gli fu eseguito il tampone, unitamente alla moglie. Ad eseguirlo, ci raccontò, due squadre diverse del 118. In attesa, in maniera responsabile, si è sottoposto a quarantena in continuo contatto con il proprio medico curante. Con lui anche l’intero nucleo familiare composto dalla moglie, due figli ed il suocero ultranovantenne.
A
gli inizi del mese di aprile era giunto l’esito del tampone della moglie, positiva al Covid-19. Ma del suo si erano perse le tracce.
«Ci sono stati giorni in cui ho temuto il peggio – ci ha raccontato – Ho avuto anche febbre a 41. Pensavo di non farcela. Per fortuna sembra che il virus non sia riuscito ad attaccare le vie respiratorie. Alla mia età sarebbe stato devastante. Ora però sono preoccupato per mio suocero, novantenne. E ovviamente per mia moglie ed i miei figli. Assurdo che a 21 giorni non sono ancora riuscito ad avere l’esito del tampone».
Poi, nella settimana prima di Pasqua, gli è stato ripetuto il tampone, a lui ed al suocero. L’esito è stato negativo. Probabile che siano ormai guariti. Una notizia che ha rasserenato il nucleo familiare.