Programmare il rilancio di Fincantieri attraverso i fondi destinati a Castellammare nell'ambito delle aree di crisi industriale complessa. Questo è l'appello che proviene dai sindacati Cgil, Cisl e Uil nei confronti della Regione Campania e del Comune di Castellammare di Stabia, affinché intraprendano un dialogo proficuo e pianifichino le prospettive di sviluppo del più grande cantiere del territorio. «La politica la smetta di fare chiacchiere - spiegano i sindacalisti - perché i fondi sono arrivati anche grazie alle battaglie degli operai». Una pioggia di milioni è destinata a giungere sulla Campania nell'ambito delle aree di crisi complessa, includendo i fondi per lo sviluppo e i fondi europei del Po Fesr 2014-2020, circa 23 milioni che potrebbero essere implementati con ulteriori 25 milioni per le aziende, da investire in macchinari e nell'ammodernamento delle industrie. L'inserimento di Castellammare-Torre Annunziata tra i poli per i quali è previsto il finanziamento lascia intravedere una chance importante per Fincantieri, ma i sindacati insistono sulla necessità di un tavolo di confronto tra l'azienda, Confindustria e i riferimenti politici nazionali, regionali e comunali per individuar
e un percorso chiaro e garantire un processo duraturo di sviluppo che assicuri lavoro alle tute blu e all'indotto per i prossimi decenni. Se da un lato, infatti, appare alquanto difficile procedere in tempi brevi nella direzione del bacino di costruzione, dall'altro esistono tutti i presupposti per imbastire un ammodernamento che consenta allo stabilimento stabiese di puntare sulla costruzione di navi intere e non soltanto tronconi. L'idea dei piccoli traghetti messa in campo da Pietro Spirito, presidente dell'Autorità Portuale, non ha convinto nessuno, ma permane la volontà collettiva di intraprendere un percorso di crescita in un momento storico particolarmente propizio per Fincantieri, ormai al top in Europa nel settore. Ed anche per le zone economiche speciali (Zes) sembrano esserci margini nei quali proverà ad incunearsi l'Autorità Portuale. Il bacino di costruzione richiede un investimento da circa 400 milioni, attualmente poco praticabile, ma parallelamente ai fondi che potrebbero arrivare sul territorio dovrà essere imbastito anche un progetto per l'ammodernamento strutturale del cantiere, giunto all'ultima chiamata dopo la crisi economica che lo ha condotto quasi alla deriva e la recente graduale ripartenza.