Un investimento da 40 milioni di euro e un piano da ulteriori 70 milioni di euro da presentare alle istituzioni locali, regionali e nazionali “per allargare il bacino di costruzione da 32 a 45 metri con la realizzazione di una piattaforma semisommergibile”. Due anni fa i sindacati dei lavoratori Fincantieri annunciavano i contenuti di un piano industriale che la proprietà avrebbe dovuto presentare per valorizzare il cantiere navale di Castellammare di Stabia. Un progetto che avrebbe dovuto coinvolgere tutte le istituzioni, favorendo anche l’aumento delle unità lavorative “da 550 fino a 700 dipendenti, con importanti ricadute anche sull’indotto”. Da allora, tuttavia, non c’è traccia del piano che Fincantieri ritiene di aver messo in campo per lo stabilimento di Castellammare.
Martedì prossimo sarà il giorno in cui la proprietà dovrà scoprire le carte, all’esito del primo tavolo tecnico che si è svolto lo scorso 3 agosto ad opera del Prefetto di Napoli Marco Valentini, che ha convocato in videocall tutte le parti in causa per la tutela dei lavoratori e dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia, rinnovando l’appuntamento al prossimo 31 agosto. La propriet&agra
ve;, tra l’altro, aveva lasciato intendere anche la possibilità di costruire nel bacino stabiese “tronconi di navi più grandi di quelle attuali” e di investire sulla specializzazione nella “sagomatura lamiere e taglio per l’intero gruppo, innovando tutto il parco macchine”. Sul tavolo, tuttavia, ora ci sono prospettive ancora più allettanti.
Il preliminare del Piano Strategico, approvato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, include l’opportunità di accrescere gli spazi a disposizione del cantiere e persino quella di realizzare il bacino di costruzione, qualora ci fossero investimenti adeguati da parte degli enti preposti. Il tutto finalizzato a tutelare il cantiere, assicurandone le coesistenza con il polo crocieristico e la stazione marittima da realizzare nell’area portuale di Castellammare. Nell’ultimo decennio le posizioni cristallizzate di tutte le componenti non hanno lasciato spazio alle opportunità di crescita del cantiere. Ma ora tutti i protagonisti sono pronti a sedersi allo stesso tavolo. E la proprietà Fincantieri sarà chiamata a dar seguito ai buoni propositi e a delineare il ruolo e le prospettive del cantiere di Castellammare.