Una nave militare da completare entro il 2019 e poi il nulla. Quale futuro attende Fincantieri di Castellammare? Al momento è una domanda alla quale è difficile rispondere. Il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, quindi, ha incalzato l'ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, per chiedere chiarezza in merito alle prossime commesse che riguarderanno l'indotto stabiese. «Vogliamo sapere quali saranno i lavori che saranno affidati a Fincantieri per i prossimi dieci anni» ha dichiarato ieri il Presidente durante la presentazione del rapporto Svimez 2017. Il problema principale riguarda la mancata realizzazione del bacino di costruzione che avrebbe permesso all'indotto stabiese di ottenere commesse sempre maggiori e sempre più importanti. A confermare l'impossibilità di creare quest'ultimo nel porto di Castellammare è stato il Presidente dell'Autorità Portuale del Mar Tirreno C
entrale, Pietro Spirito, che ha ipotizzato, per Fincantieri, un futuro nel mondo dei traghetti. Gli operai dovrebbero occuparsi della costruzione e della manutenzione di piccole navi vista anche la non eccessiva grandezza dell'indotto. Una soluzione, però, che non sembra accontentare nessuno. De Luca, a tal proposito, è sul piede di guerra e chiede risposte immediate e sicure da parte dell'ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, che al momento non si è espresso sul caso stabiese. Dopo il 2019, quando sarà consegnata l'ultima nave, il cantiere potrebbe conoscere un nuovo periodo di crisi (al momento lavorano circa 500 operai nell'indotto). Per eliminare questa prospettiva futura, sia la Regione che il Comune si stanno attivando per proporre delle soluzioni. Alla fine di questa settimana dovrebbe tenersi, proprio a Palazzo Farnese, una conferenza dei capigruppo con la presenza della rsu per affrontare la tematica.